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| 3. | La ragione come facoltà umana |
È celebre la definizione dell’uomo come “animale razionale” data dal filosofo greco Aristotele. Egli concepisce la ragione come la capacità di svolgere correttamente deduzioni di tipo sillogistico a partire da date premesse; per questa sua funzione essa si distingue dall’intelletto, che è la capacità di cogliere i principi primi delle scienze in maniera intuitiva, senza avvalersi di passaggi discorsivi.
In un diverso contesto problematico, sia i filosofi neoplatonici sia il pensatore cristiano Agostino subordinano la ragione all’intelletto, proprio perché essa rimane una conoscenza discorsiva inferiore alla conoscenza puramente intuitiva del secondo. Dio, secondo i filosofi cristiani, come ad esempio san Tommaso d’Aquino, conosce tutto intuitivamente, senza conquistare le verità una a una attraverso ragionamenti.