Verità
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Verità
3. Criteri di verità

Fulcro delle teorie filosofiche sulla verità è la ricerca di criteri sulla base dei quali si possano distinguere enunciati veri e falsi. I criteri presi in considerazione sono: a) il consenso di una comunità (di esperti o anche di profani), che stabilisce cosa all'interno della comunità stessa si debba ritenere di volta in volta vero o falso; b) l'utilità pratica di un'opinione ritenuta vera; in questa prospettiva un enunciato concernente un fatto può definirsi vero se l'ipotesi in relazione con il fatto stesso si dimostra efficace; c) la coesione interna (coerenza) fra gli elementi di un sistema complesso di enunciati. Sulla base di questo criterio un singolo enunciato appartenente a un sistema di enunciati è vero se è coerente con il sistema e vi si inserisce senza provocare contraddizioni logiche; d) l'evidenza intuitiva dell'enunciato. In questo caso la verità di un enunciato si fonda sulla sua immediata plausibilità. Tale evidenza riguarda soprattutto enunciati relativi a fatti di immediata verificabilità (osservazioni) nonché principi generali (assiomi) e deduzioni di ordine matematico.