| Trova nell'articolo | Feyerabend, Paul Karl | Articolo |
Feyerabend, Paul Karl (Vienna 1924 - Grenolier 1994), filosofo austriaco. Dopo aver conseguito il dottorato in filosofia a Vienna, nel 1952 si trasferì a Londra per studiare filosofia della scienza con Karl Popper. Nel 1956 ottenne la cattedra di filosofia presso l'Università della California, a Berkeley; dal 1980 insegnò filosofia della scienza presso il Politecnico di Zurigo.
Nella sua opera più nota, Contro il metodo (1975), Feyerabend ha negato la possibilità di elaborare un metodo 'che contenga principi fermi, immutabili e assolutamente vincolanti come guida dell'attività scientifica', sottoponendo a critica le più influenti teorie dell'epistemologia contemporanea, dal neopositivismo di Rudolf Carnap al razionalismo critico di Popper fino alla metodologia dei programmi di ricerca scientifica di Imre Lakatos. Secondo Feyerabend, la scienza è un'impresa essenzialmente 'anarchica': essa sfugge a qualsiasi teoria della conoscenza che pretenda di racchiudere entro un unico modello di razionalità il ricco materiale della sua storia, poiché le rivoluzioni scientifiche, ad esempio il passaggio dal sistema tolemaico al sistema copernicano, sono avvenute proprio quando i grandi scienziati, ad esempio Galileo, hanno sostenuto teorie e punti di vista incompatibili con principi ritenuti del tutto evidenti, violando i criteri di razionalità accettati dalla maggior parte degli studiosi.
Su tali basi, nei suoi lavori più recenti (La scienza in una società libera, 1978; Addio alla ragione, 1987) Feyerabend ha teorizzato un modello di società libera entro il quale al pluralismo degli approcci in campo scientifico si accompagna il riconoscimento della pari legittimità di tutte le altre forme di sapere, che devono avere uguali diritti e uguale accesso ai centri di potere. Tra le altre opere si ricordano: I problemi dell’empirismo (1971), La scienza come arte (1981), Dialogo sul metodo (1984).