| Antipiretico | Articolo | ||||
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| 2. | Meccanismo d’azione |
L’azione dei composti antipiretici è di tipo aspecifico, cioè non interviene sulla causa che ha scatenato il rialzo febbrile; essa si esercita sui centri nervosi della termoregolazione, aiutando l’organismo a riportare su valori di normalità il naturale “termostato”. In tal senso, gli antipiretici si devono considerare farmaci sintomatici, che curano il sintomo (febbre) e non la causa (ad esempio, un’infezione batterica); per tale motivo, dopo un certo lasso di tempo, dopo che il farmaco viene metabolizzato dall’organismo, l’effetto antipiretico scompare e la temperatura corporea comincia ad alzarsi nuovamente, se nell’organismo persiste l’agente eziologico della febbre.
La febbre rappresenta, comunque, una reazione di difesa dell’organismo che, entro certi valori, non deve essere contrastata; l’impiego di antipiretici risulta utile quando la temperatura corporea raggiunge valori molto alti (38,5-39 °C) e potrebbe causare l’insorgenza di sintomi come tachicardia, agitazione, convulsioni, delirio o abbattimento generale.