Arteriografia
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Arteriografia
2. Tecnica dell’arteriografia

Per eseguire un’arteriografia, il paziente viene fatto sdraiare; si procede quindi all’introduzione di un catetere (ossia un sottile tubo) in un’arteria, di solito di una gamba o di un braccio, previa anestesia locale nel punto di inserimento. Mediante il catetere viene inoculato il mezzo di contrasto, in genere iodio che, iniettato nei vasi sanguigni, risulta opaco ai raggi X: nelle lastre radiografiche, di conseguenza, le arterie appaiono bianche. Mediante uno strumento a raggi X, detto fluoroscopio, posto sopra il paziente, vengono riprese diverse immagini radiografiche. Il fluoroscopio è collegato a un monitor e a un computer, che permettono di controllare tutte le fasi della procedura. L’esecuzione dell’arteriografia può richiedere da 20 minuti a 3 ore. Dopo l’estrazione del catetere, i tessuti intorno al punto di inserimento si cicatrizzano.

1. Arteriografia digitale intravenosa

Un particolare tipo di arteriografia, detta DIVA o arteriografia digitale intravenosa, prevede l’ottenimento di una prima immagine radiografica della zona del corpo in esame e, successivamente, l’inoculazione del mezzo di contrasto in una qualsiasi vena periferica. Il liquido, seguendo il flusso della circolazione, passa nel cuore, raggiunge i polmoni, poi di nuovo il cuore e, infine, i vasi arteriosi. Viene effettuata una seconda immagine radiografica; quindi, viene ottenuta l’arteriografia mediante un’operazione digitalizzata di sottrazione della seconda immagine dalla prima.