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Citomegalovirus
1. Introduzione

Citomegalovirus Genere di virus appartenente alla famiglia degli herpesvirus (Herpesviridae). I citomegalovirus, di forma icosaedrica, hanno un diametro compreso tra i 180 e i 200 nm di diametro, e involucro proteico (capside) rivestito da uno strato lipidico. Sono virus a DNA, cioè possiedono un filamento di acido desossiribonucleico. Infettano l’uomo, la scimmia e altri animali, provocando la cosiddetta sindrome da citomegalovirus o malattia da inclusione citomegalica.

2. Sindrome da citomegalovirus

I citomegalovirus colpiscono prevalentemente le cellule delle ghiandole salivari, che, a causa dell’infezione virale, si ingrossano in modo abnorme (fenomeno che prende il nome di citomegalia); all’interno del nucleo, si osservano inclusioni di corpiccioli estranei, che conferiscono alle cellule un tipico aspetto, detto “a occhio di civetta”.

1. Sintomi

I sintomi dell’infezione possono essere variabili: nel caso la malattia colpisca feti in via di sviluppo o neonati, essa può determinare epatosplenomegalia (cioè l’ingrossamento del fegato e della milza), epatite, microcefalia, ittero, ritardo mentale, porpora trombocitopenica (ovvero una patologia caratterizzata da emorragie a livello della pelle e delle mucose e associata a una scarsa produzione di piastrine).

Negli adulti, la sindrome da citomegalovirus può essere asintomatica, o scatenare polmoniti ed epatiti. La trasmissione del virus può avvenire attraverso le vie aeree, la saliva, le secrezioni genitali, l’urina; può passare dalla madre al figlio attraverso la circolazione sanguigna placentaria e il latte. Tale infezione si verifica soprattutto negli individui con sistema immunitario indebolito da malattie come l’AIDS e da trattamenti immunodepressivi, come quelli che vengono somministrati dopo l’effettuazione di un trapianto.

2. Terapia

La sindrome da citomegalovirus negli adulti, soprattutto nel caso in cui determini forme di polmonite, può essere affrontata con trattamenti antivirali e con immunoglobuline.