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| 2. | La concezione materialistica della storia |
In molte sue opere, e specialmente nel Capitale, Marx analizzò lo sviluppo del sistema capitalistico riconducendolo allo sfruttamento del lavoro salariato. Secondo Marx, il corso della storia dell’uomo è plasmato dalla “lotta di classe”, ossia dal rapporto dialettico e conflittuale tra le classi.
Ciascuna epoca storica è caratterizzata da uno specifico “modo di produzione” (una struttura economico-sociale), al quale corrisponde uno specifico “rapporto di produzione”, cioè un rapporto tra le classi sociali. Dalla schiavitù al feudalesimo, e da questo al capitalismo, le transizioni hanno avuto luogo quando le forze produttive (l’insieme cioè di forza lavoro, mezzi e tecniche di produzione, materie prime) non hanno avuto più modo di svilupparsi all’interno dei rapporti di produzione esistenti.
Anche il capitalismo non è altro che una fase transitoria della storia dell’uomo; per affermarsi ha dovuto imporsi sul modo di produzione feudale, portando con sé i germi della sua stessa distruzione. Mentre il passaggio tra feudalesimo e capitalismo è stato prodotto dall’azione della borghesia, nel capitalismo può essere solo la lotta della classe operaia a determinare il cambiamento verso una società comunista, in cui non sia possibile lo sfruttamento di una classe sull’altra. La classe operaia, con la lotta per la sua emancipazione, emanciperà dallo sfruttamento tutta l’umanità.