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Gli anni del carcere |
Al congresso di Lione, nel 1926, divenne segretario del Partito comunista, ma nello stesso anno Mussolini decretò lo scioglimento di ogni movimento politico e Gramsci venne arrestato. Nel 1928 fu condannato a vent’anni di carcere, con l’accusa di cospirazione e di incitamento all’odio di classe. Durante la detenzione si rifiutò di inoltrare domanda di grazia. Nel 1933 le sue condizioni di salute si aggravarono ed egli venne trasferito in una clinica di Formia; morì a Roma poco tempo dopo aver beneficiato di un’amnistia.
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Le Lettere e i Quaderni |
Agli anni del carcere risalgono le sue intense riflessioni sulla storia intellettuale e politica dell’Italia e sul marxismo, ma esse furono note soltanto dieci anni dopo la sua morte, in seguito alla liberazione dell’Italia dal fascismo, tramite la pubblicazione delle Lettere dal carcere (pubblicate nel 1947, e in edizione completa nel 1988), che costituiscono soprattutto un’impareggiabile testimonianza di fierezza intellettuale e di calore umano, e dei Quaderni del carcere (usciti in sei volumi tra il 1948 e il 1951, e in edizione critica nel 1975), ai quali Gramsci aveva affidato una ricca serie di appunti con cui definì il proprio pensiero politico e filosofico.
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