| Radioterapia | Articolo | ||||
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| 2. | Azione delle radiazioni |
Le radiazioni ionizzanti danneggiano le cellule, poiché interagiscono con il DNA del nucleo e impediscono la normale divisione cellulare. Gli effetti della radioterapia, così come avviene con la chemioterapia, sono solo limitatamente specifici per le cellule tumorali maligne: purtroppo anche le cellule sane possono venire invariabilmente danneggiate. Proprio per questo motivo, la radioterapia deve tenere conto dell'esatta posizione del tumore da irradiare: ciò permette di ridurre al minimo l'esposizione dei tessuti sani, facendo in modo, tuttavia, che i tessuti cancerosi siano trattati in modo adeguato. È estremamente importante che la corretta posizione del paziente sia mantenuta per l'intera durata del trattamento.
I pazienti vengono in genere posti in posizione supina (sdraiati sulla schiena) e un fascio di radiazioni viene fatto passare attraverso la parte del corpo da trattare, che viene segnata sulla pelle con precisione prima dell'applicazione, utilizzando una penna speciale. In alternativa, si pone una sorgente radioattiva, che viene successivamente rimossa, vicino o dentro una cavità del corpo. Nella programmazione della radioterapia viene utilizzato sempre più spesso un metodo diagnostico, detto tomografia computerizzata (TC), che fornisce informazioni sulla posizione dei margini esterni del tumore.
Il posizionamento della macchina per la radioterapia viene in genere preceduto da una simulazione computerizzata. Calcolando l'esatta distanza assiale della macchina per la terapia, il simulatore permette di identificare la minore dose possibile di radiazioni da applicare ai tessuti sani, pur somministrando una dose omogenea di radiazioni al tumore.