Radioterapia
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Radioterapia
3. Tipi di radioterapia

Nella maggior parte dei casi, la radioterapia viene applicata tramite macchine di teleterapia: in questo caso, la fonte del fascio di fotoni che irradia il tumore è lontana dal corpo del paziente.

La teleterapia necessita di sorgenti di voltaggio a bassa energia, oltre alle molto usate sorgenti di megavoltaggio. Le radiazioni a bassa energia (50-100 kVp) sono utili per la terapia dei carcinomi (tumori maligni derivati da strutture epiteliali) della cute e delle labbra; valori di voltaggio pari a 250-300 kVp vengono talvolta impiegati nel trattamento palliativo delle metastasi ossee (diffusione di cellule tumorali a un osso, a partire da un tumore localizzato altrove, attraverso la circolazione sanguigna o il sistema linfatico) e dei tumori del torace.

Gli apparecchi per teleterapia più diffusi sono gli acceleratori al cobalto e gli acceleratori lineari. Possono essere usati in modo isocentrico: in tal caso, la sorgente delle radiazioni viene montata su un cavalletto che ruota intorno all'asse del paziente, permettendo di dirigere con grande accuratezza fasci multipli al centro del tumore. In generale, questi tipi di acceleratori vengono impiegati per il trattamento dei carcinomi della testa, del collo e del seno. Acceleratori a energia maggiore vengono utilizzati per la terapia di linfomi (tumori del sistema linfatico) e di alcuni tumori maligni situati in profondità nell'addome. In particolare, gli acceleratori lineari sono in grado di emettere elettroni accelerati, cioè particelle cariche che vengono riassorbite nei tessuti entro una distanza definita; essi si rivelano di grande utilità nel trattamento dei tumori maligni superficiali, come quelli della pelle, nonché per curare i tumori del cervello, del collo, del midollo spinale e del seno.

La brachiterapia è, invece, il trattamento con isotopi radioattivi posti a distanza ravvicinata dall'organismo. Essa viene eseguita introducendo sorgenti radioattive sigillate (ad esempio, di cesio 137) in una cavità dell'organismo o in un tumore per qualche giorno. Tale trattamento si applica, in particolare, per la terapia del cancro del collo dell'utero. Il vantaggio di questo tipo di terapia è che permette di colpire il tumore con un'alta dose di radiazioni, risparmiando, però, i tessuti sani. La brachiterapia può, tuttavia, essere applicata solo nei casi in cui il tumore sia facilmente accessibile e le sue dimensioni siano valutabili con grande precisione.