| Concilio ecumenico | Articolo | ||||
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| 2. | I concili del primo millennio |
Il primo concilio ecumenico fu il I Concilio di Nicea, convocato dall’imperatore Costantino nel 325, dodici anni dopo l’editto con il quale egli aveva proclamato la fine delle persecuzioni contro i cristiani nell’impero romano. Il concilio condannò la dottrina di Ario, proclamò la consustanzialità del Figlio con il Padre e formulò la versione del Credo detta “Simbolo niceno”.
Il secondo concilio ecumenico fu il I Concilio di Costantinopoli, indetto dall’imperatore Teodosio nel 381. Ampliò il Credo (“Simbolo niceno-costantinopoliano”), che fu adottato da tutte le chiese cristiane, e stabilì la divinità dello Spirito Santo.
Il I Concilio di Efeso, convocato nel 431 dall’imperatore Teodosio II, respinse le dottrine di Nestorio e dichiarò la divina maternità di Maria.
Il quarto concilio ecumenico fu indetto a Calcedonia nel 451 dall’imperatore Marciano, su richiesta di papa Leone I. Condannò il monofisismo, proclamando la doppia natura (umana e divina) di Cristo. Il II e il III Concilio di Costantinopoli, convocati rispettivamente nel 553 e nel 680-681 da Giustiniano I e Costantino IV, respinsero i Tre capitoli nestoriani e il monotelismo (cioè, la presenza di una sola volontà in Cristo).
Il II Concilio di Nicea, convocato nel 787 dall’imperatrice Irene, dichiarò la legittimità della venerazione delle immagini, benché “relativa” e non identica alla venerazione dovuta a Dio solo (vedi Iconoclastia).
L’ultimo concilio convocato dagli imperatori e tenutosi in Oriente fu il Concilio di Costantinopoli, indetto nell’869-870, che depose il patriarca Fozio; fu il sesto concilio tenuto in quella città, ma è considerato il quarto dalla Chiesa cattolica (che non riconosce quelli convocati nel 691 e nel 754); non è riconosciuto dalle chiese ortodosse.