| Concilio ecumenico | Articolo | ||||
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| 3. | Concili ecumenici della Chiesa cattolica |
Il primo concilio ecumenico svoltosi in Occidente fu il I Concilio lateranense, convocato da papa Callisto II nel 1123. Ratificò il concordato di Worms (firmato nel 1122) e approvò 21 (o 25) canoni, tra cui quello che vietava il matrimonio al clero e quello che sanciva la condanna della simonia.
Al II Concilio lateranense, convocato da papa Innocenzo II nel 1139, seguì il III Concilio lateranense, indetto da papa Alessandro III nel 1179, che stabilì le regole per l’elezione del pontefice. Il più importante dei concili lateranensi fu il IV, convocato da papa Innocenzo III: in esso si utilizzò per la prima volta il termine “transustanziazione” e si prescrisse la confessione annuale.
Il I Concilio di Lione, convocato nel 1245, scomunicò l’imperatore Federico II, mentre il II Concilio di Lione, del 1274, fu il tentativo di risolvere lo scisma con gli ortodossi. Il concilio di Vienne (1311-1312) soppresse l’ordine dei templari.
Il Concilio di Costanza, che fu convocato dall’antipapa Giovanni XXIII e si svolse dal 1414 al 1418, pose fine al Grande Scisma, riunificando il papato; depose Gregorio XII e gli antipapi Giovanni XXIII e Benedetto XIII; bollò come eretica la posizione di Jan Hus (che condannò al rogo); stabilì la superiorità del concilio sul papato (Conciliarismo). Al Concilio di Basilea, che si tenne con alterne vicende dal 1431 al 1449, parteciparono anche le Chiese d’Oriente, ma esso non portò all’auspicata risoluzione dello scisma tra queste e la Chiesa cattolica.
Il V Concilio lateranense (1512-1517), convocato da Giulio II, fu il tentativo di riformare la Chiesa: tra le principali misure adottate, la proibizione a stampare libri senza l’autorizzazione ecclesiastica, pena la scomunica.
Il Concilio di Trento, indetto da papa Paolo III nel 1542 e apertosi nel 1545, affermò il dogma della transustanziazione e condannò il luteranesimo e il calvinismo.
Gli ultimi due concili ecumenici furono il Concilio Vaticano I e il Concilio Vaticano II. Il Concilio Vaticano I, indetto nel 1869 da papa Pio IX, definì l’infallibilità papale nei pronunciamenti ex cathedra. Infine, il Concilio Vaticano II, convocato da papa Giovanni XXIII nel 1959 e iniziato nel 1962, apportò molte riforme liberali, tra le quali l’approvazione dell’uso delle lingue moderne nella liturgia.