| Trova nell'articolo | Citochine | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Citochine Famiglia di proteine che svolge un’importante funzione di mediazione nella comunicazione delle cellule. Le citochine intervengono nella comunicazione sia fra cellule contigue all’interno dello stesso tessuto, sia fra cellule di tessuti differenti e distanti.
Inizialmente riconosciute come messaggeri dei segnali scambiati tra le cellule del sistema immunitario, le citochine sono state studiate anche per altre funzioni che esercitano nell’organismo, in particolare per il ruolo di stimolatrici della crescita cellulare (svolto da alcune citochine denominate fattori di crescita) e di inibitrici della replicazione virale (proprietà della citochina detta interferone).
| 2. | Meccanismo d’azione |
Le citochine vengono solitamente sintetizzate e rilasciate dalle cellule in piccole quantità, generalmente in modo controllato e in risposta a stimoli locali. Quindi, le citochine agiscono in modo specifico su cellule-bersaglio, che le riconoscono mediante particolari recettori, ossia attraverso molecole di natura glicoproteica (formate da una proteina legata a un carboidrato), poste sulla superficie esterna della membrana plasmatica. Il riconoscimento tra la molecola di citochina e la molecola del recettore attiva, all’interno della cellula, reazioni chimiche che costituiscono la risposta che questa dà al messaggio portato dalla citochina.
| 3. | Principali citochine |
Le diverse citochine possono essere raggruppate in alcuni tipi principali. Il gruppo dell’interferone comprende molecole prodotte da monociti e macrofagi, ad azione tipicamente inibitoria della replicazione virale (interferone a e β), e l’interferone g, sintetizzato da linfociti, che esplica varie funzioni, dall’attivazione dei macrofagi alla stimolazione dei linfociti-NT (natural killer).
Il fattore di crescita derivato dalle piastrine, elaborato da piastrine, monociti e macrofagi, ha come bersaglio i fibroblasti e le cellule muscolari lisce, e ha un ruolo nella riparazione delle ferite.
Il fattore delle cellule staminali, prodotto a livello del midollo osseo e dei fibroblasti, ha sui mastociti una funzione di chemioattrazione (ovvero, favorisce il riconoscimento e il contatto tra cellule adiacenti), e induce la liberazione di istamina.
Il gruppo dell’interleukina comprende diciotto molecole, indicate attraverso una numerazione progressiva. Tra queste, vi sono: l’interleukina-1, prodotta da monociti e macrofagi, che stimola la differenziazione dei linfociti B e, in questi, la sintesi di immunoglobuline; l’interleukina-2, elaborata dai linfociti T-CD4+, che, a livello dei linfociti T, interviene nei processi di espansione delle cellule antigene-specifiche, nella maturazione dei linfociti T-CD8+ e sulla sintesi di altre citochine. Ancora, l’interleukina-3, derivante dai linfociti T, agisce sulle cellule staminali del sangue, cioè sugli elementi precursori delle cellule sanguigne, favorendone la proliferazione e la differenziazione.
È stato dimostrato che l’anomalo rilascio di particolari citochine da parte delle cellule che le producono, oppure una difettosa struttura dei recettori deputati al loro riconoscimento, rappresentano potenziali elementi di sviluppo di malattie come il cancro, l’AIDS, la psoriasi, la sclerosi multipla e l’artrite.