| Grande Depressione | Articolo | ||||
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| 4. | Gli effetti politici della crisi |
Le ripercussioni politiche della crisi furono dirompenti. In generale, l’uscita dalla recessione fu accompagnata da politiche protezionistiche e di intervento statale nell’economia. Negli Stati Uniti ciò coincise con l’elezione alla presidenza di Franklin Delano Roosevelt e l’avvio del New Deal nel 1933. In Germania il ritiro dei finanziamenti esteri e la disoccupazione di massa aprirono la strada all’affermazione del nazismo e all’ascesa al potere di Adolf Hitler. In Italia il regime fascista dava una risposta autarchica e statalista, con un piano di opere pubbliche e la creazione dell’IRI, l’Istituto per la Ricostruzione Industriale, che interveniva a sostegno di industrie e banche a rischio di fallimento. Regimi d’ispirazione fascista o ultranazionalisti sorsero anche nei Balcani e nell’Europa danubiana. Un movimento filofascista sorse pure in Gran Bretagna per opera di Oswald Mosley, già membro del Partito laburista.
Nonostante le impegnative misure messe in atto in molti paesi per superare la Grande Depressione, dal varo di piani assistenziali a politiche economiche autarchiche, gli strascichi della crisi si protrassero per tutti gli anni Trenta, fornendo terreno fertile per le forze che determinarono lo scoppio della seconda guerra mondiale.