| Trova nell'articolo | Lacan, Jacques | Articolo |
Lacan, Jacques (Parigi 1901-1981), psicoanalista francese, pose il linguaggio al centro della sua teoria psicoanalitica. Si laureò in medicina, specializzandosi in psichiatria nel 1932. Frequentò gli ambienti letterari parigini, soprattutto quelli legati ai surrealisti. Partecipò nel 1938 alla stesura del volume dell’Enciclopedia francese diretta da Henri Wallon, mentre i suoi interessi si andavano indirizzando sempre più verso la teoria di Sigmund Freud.
Il suo ingresso ufficiale sulla scena internazionale della psicoanalisi avvenne in occasione del XIV Congresso dell’IPA (International Psycho-analytic Association), tenutosi a Marienbad nel 1936, al quale Lacan presentò la relazione Lo stadio dello specchio. Nel 1938 entrò nella Società psicoanalitica di Parigi. Nel 1949 incontrò l’antropologo Claude Lévi-Strauss e si avvicinò per suo tramite allo strutturalismo. Pochi anni dopo, nel 1953, si consumò la sua rottura con la Società psicoanalitica di Parigi, da cui diede le dimissioni per fondare, insieme a Daniel Lagache e a Françoise Dolto, la Società francese di psicoanalisi.
La sua attività di insegnamento ebbe inizio con la relazione al Congresso di Roma del settembre 1953, intitolata Funzione e campo della parola e del linguaggio in psicoanalisi. Tenne, a partire da quell’anno, un importante ciclo di seminari settimanali, iniziato all’ospedale Sainte-Anne e proseguito dal 1964 all'Università di Parigi, cui parteciparono, tra gli altri, Georges Bataille, Claude Lévi-Strauss e Maurice Merleau-Ponty. Nel corso dei seminari si fece promotore di un “ritorno” alle teorie psicoanalitiche freudiane, fondando nel 1964 una nuova istituzione, l'Ecole Freudienne di Parigi, che avrebbe poi sciolto nel 1980. Al centro delle sue opere, raccolte negli Scritti (1966), si trova l’indagine sul linguaggio. Avvalendosi dei contributi della teoria linguistica, in particolare dello strutturalismo di Ferdinand de Saussure, Lacan sostenne che l'inconscio opera attraverso strutture e regole analoghe a quelle del linguaggio.
Il particolare “ritorno a Freud” perseguito da Lacan si riferisce al valore dell’intuizione fondamentale dello stesso Freud riguardante la radicale divergenza tra la soggettività e l’Io. Il soggetto non coincide con l’Io, il quale ha un’origine immaginaria.
Freud stesso aveva indicato che l’Io non è il centro della personalità, ma è subordinato all’inconscio. La psicoanalisi freudiana aveva dimostrato l’esistenza di un soggetto funzionante secondo una logica autonoma che non corrisponde a quella dell’Io e che si esprime nei sogni, nei lapsus, nei sintomi, cioè in attività psichiche che si svolgono al di fuori del suo controllo e che lo trascendono. Lacan riprese la tematica freudiana dell’identificazione e della sua influenza sulla formazione dell’Io. Per Freud, infatti, l’Io si forma tramite immagini, attraverso l’interiorizzazione inconscia di immagini esterne (il proprio corpo, le immagini dei genitori ecc.) che hanno la capacità di trasformare o deformare l’essere del soggetto. Lacan, nello “stadio dello specchio”, come fase dello sviluppo infantile, rivela l’origine immaginaria dell’Io per metterne in evidenza lo stato di scissione e di separazione rispetto al soggetto.
La teoria lacaniana non pone più in conflitto conscio e inconscio né descrive le strutture psichiche come Io, Es e Super-Io, ma come Immaginario, Simbolico e Reale. L’Immaginario include i fenomeni legati alla costruzione dell’Io, iniziati con lo stadio dello specchio e proseguiti nelle successive identificazioni dell’Io. Il Simbolico è il luogo dove emerge l’inconscio, inteso come codice culturale e linguistico universale e autonomo, che ha radici nei livelli inconsci della psiche individuale e in cui si iscrive il soggetto in continuo divenire. Il Reale è il luogo della realtà inconscia, di tutto ciò che è inespresso e non traducibile in simboli.
L’insegnamento di Jacques Lacan è stato essenzialmente orale: una parte fu pubblicata nel 1966 (Scritti) e l’altra (Seminari), iniziata nel 1975, è tuttora in corso. Nel 2001 furono pubblicati, con il titolo Altri scritti, quarantotto testi raccolti dallo psicoanalista Jacques-Alain Miller, suo allievo.