Strutturalismo (letteratura)
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Strutturalismo (letteratura)
1. Introduzione

Strutturalismo (letteratura) Indirizzo teorico e metodologico sviluppatosi nell’ambito delle scienze umane – ma successivamente applicato anche alla matematica e alla biologia –, che considera l’aspetto formale di un evento, di un fenomeno o di un’opera intesa come struttura, i cui elementi sono definibili sul piano funzionale nei rapporti di interdipendenza di ciascuno di essi rispetto al tutto.

Lo strutturalismo si sviluppò appieno come corrente di pensiero in Francia, tra gli anni Cinquanta e Settanta del XX secolo. Benché la nascita di questo movimento venga individuata con la pubblicazione, nel 1955, dell’articolo di Claude Lévi-Strauss Lo studio strutturale del mito, le sue matrici sono il Corso di linguistica generale (1916) di Ferdinand de Saussure, i formalisti russi, in particolare Roman Jakobson, e le Tesi (1929) del Circolo linguistico di Praga.

L’affermazione del primato della struttura sull’evento o sul fenomeno ha comportato la costruzione di modelli che, a partire dalla linguistica (Ferdinand de Saussure, Roman Jakobson, Emile Benveniste, Louis Trolle Hjelmslev) e dalla critica letteraria (Roland Barthes, Gérard Genette, Jurij Michailovič Lotman), sono poi stati applicati all’antropologia (Claude Lévi-Strauss), alla filosofia (Louis Althusser, Michel Foucault), alla psicologia (Wilhelm Wundt, Jean Piaget), alla psicoanalisi (Jacques Lacan).