| Strutturalismo (letteratura) | Articolo | ||||
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| 3. | La struttura del testo: codice linguistico e lingua letteraria |
Fondamentale conseguenza è l’emarginazione del soggetto creatore, perché per lo strutturalismo ogni prodotto intellettuale è segnato da leggi generali che si modificano non da individuo a individuo ma attraverso i secoli. Al rapporto autore-opera si sostituisce quello opera-destinatario. Vengono esclusi gli interessi per la genesi dell’opera e per la sua storia culturale. La storia non spiega la letteratura: è la struttura sovraindividuale a creare l’oggetto. E poiché ogni sistema – anche quello letterario – ha una sua strutturazione logico-formale, il critico (o il ricercatore) deve mostrare gli elementi della struttura e i loro rapporti funzionali. La critica letteraria sarà pertanto di tipo descrittivo e non valutativo (viene eliminata la nozione di “bello” e di “brutto”).
Per il critico, una struttura letteraria dovrà essere messa in relazione da una parte con il codice linguistico impiegato in un determinato momento storico (quello che dà il valore denotativo-referenziale del segno) e dall’altra con la lingua letteraria (la varietà dei codici culturali cui l’autore si rapporta). In tale prospettiva acquistano rilievo gli istituti della letteratura quali i generi letterari e le tecniche retoriche e stilistiche.
Ambizione dello strutturalismo, che è una metodologia, è la teorizzazione scientifica, attraverso la scienza dei segni (semiotica o semiologia), della lingua letteraria. Lotman ha definito la struttura del testo poetico un “sistema di simulazione secondaria” (rispetto a quella primaria della lingua comune), che si caratterizza per la complessità linguistica e per la complicazione delle informazioni trasmesse, per cui si producono significati all’interno del sistema stesso; ma a questa dilatazione dei significati corrisponde una dilatazione dei rapporti di equivalenza interna (ad esempio quello stabilito dalla rima).
Lo strutturalismo ha anche il merito di aver avviato un’analisi autonoma della narrazione dando vita, grazie a Vladimir Propp e ad Algirdas Greimas, alla narratologia.