Igiene alimentare
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Igiene alimentare
2. Trattamento dei cibi

Le procedure igieniche che vengono tradizionalmente eseguite variano nelle diverse aree geografiche, poiché esistono differenze di clima, di abitudini alimentari, di metodi di cottura e di conservazione degli alimenti; anche le condizioni socio-economiche delle popolazioni possono influire sulla possibilità di attuare determinate pratiche. Metodi tradizionali di trattamento dei cibi, applicati per prevenirne il deterioramento, sono la salatura, l’essiccazione, l’affumicatura e il congelamento; nel caso dell’acqua, si usa la bollitura.

Nel corso del tempo, le tecniche di lavorazione degli alimenti si sono modificate; oggi, nel caso di cibi sottoposti a processi produttivi industriali, le procedure igieniche sono standardizzate da norme specifiche. In particolare, il trattamento dei cibi mira a impedire lo sviluppo di Clostridium botulinum, responsabile del botulismo, della Salmonella, causa della salmonellosi, di batteri stafilococchi e muffe che, producendo tossine, potrebbero scatenare pericolosi fenomeni di intossicazione. Le manifestazioni tipiche di queste infezioni compaiono entro 72 ore dall’ingestione degli alimenti contaminati, e comprendono in genere diarrea, dolori addominali, vomito, febbre e nausea.