Ungaretti, Giuseppe
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Ungaretti, Giuseppe
2. L’allegria

Interventista convinto, allo scoppio della prima guerra mondiale si trasferì a Milano e nel 1915 si arruolò come volontario, combattendo come soldato semplice nelle trincee del Carso e poi sul fronte francese, nella Champagne. Furono momenti fondamentali per l'esperienza poetica di Ungaretti, la quale nasce dall'incontro tra uno stile analogico, derivato dalla poesia del simbolismo francese, e la coscienza della fragilità dell'uomo di fronte alla morte; è proprio questa consapevolezza, tuttavia, a consentire la conquista di una nuova autenticità e di una rinnovata condizione di fusione con i propri simili e con la natura.

A Udine, nel 1916, uscì la prima raccolta di versi di Ungaretti, Il porto sepolto, primo nucleo di quella che poi sarebbe diventata Allegria di naufragi (1919), in seguito intitolata semplicemente L'allegria. Si tratta di una delle opere più importanti della poesia italiana del Novecento, anche per la novità delle soluzioni metriche e sintattiche, per l'invenzione in particolare di quei 'versicoli', proverbialmente brevi, che conducono alle conseguenze più radicali le ricerche del cosiddetto 'verso libero'.