| Trova nell'articolo | Ambientalismo | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Ambientalismo Concezione ispirante l’insieme dei movimenti che vogliono favorire la progressiva maturazione di una coscienza ambientale nell'opinione pubblica e che si pongono l'obiettivo di promuovere iniziative e campagne in difesa dell'ambiente e per uno sviluppo sostenibile.
In tutto il mondo il verde è il colore dei movimenti ambientalisti. L'uso di 'verde' come sinonimo di ambientalista fu introdotto agli inizi degli anni Ottanta, in occasione della costituzione dei Grünen, i Verdi tedeschi, e da allora è entrato a far parte del comune linguaggio della politica. Spesso, tuttavia, le politiche verdi vanno oltre la semplice tematica della salvaguardia ambientale e investono campi quali l'etica e l'organizzazione della società in generale. Secondo molti ambientalisti, per riuscire a salvare l'ambiente (e più genericamente il nostro pianeta) è infatti indispensabile operare un'inversione di tendenza, sia a livello di comportamenti individuali sia a livello nazionale e internazionale, così come nell'organizzazione e nella gestione dei grandi sistemi economici.
I temi che accomunano gran parte dei movimenti ambientalisti fin dalla loro nascita sono: ecologia, democrazia diretta, pace e giustizia sociale. Il primo partito verde d'Europa fu fondato in Gran Bretagna nel 1973 con il nome di People, successivamente cambiato in Ecology Party e quindi in Green Party. I suoi membri fondatori trassero ispirazione dalle considerazioni emerse in seno al dibattito sui limiti dello sviluppo che animò gli anni Sessanta. In quegli anni, infatti, si cominciò a comprendere che l'ambiente, in conseguenza del rapido incremento demografico degli ultimi decenni, era ormai soggetto a fattori di stress (sovrasfruttamento, inquinamento ecc.), i quali ne stavano compromettendo, a volte irrimediabilmente, il naturale equilibrio e la capacità di rigenerazione. Si fece inoltre sempre più evidente che molte delle risorse naturali (minerali e combustibili fossili in primo luogo) non erano inesauribili e che tutti gli ecosistemi potevano tollerare solo un limitato carico di inquinanti (vedi Inquinamento).
Molti anni più tardi, nel 1984, l'accresciuta consapevolezza di questa situazione avrebbe portato, dopo una lunga serie di sedute e conferenze, alla fondazione dell'UNEP (United Nations Environment Program), l'organismo delle Nazioni Unite cui ancora oggi è affidato il compito di elaborare piani di risanamento ambientale a livello mondiale e di sostenere le iniziative volte a incentivare un modello di sviluppo sostenibile. Vedi Diritto ambientale.
| 2. | La crescita dei partiti verdi |
Mentre da un lato i sintomi del degrado ambientale del pianeta si facevano sempre più evidenti, dall'altro i governi di molti paesi (soprattutto di quelli industrializzati) si rifiutavano ostinatamente di riconoscere la gravità della situazione. Ciò favorì, soprattutto in Europa e negli Stati Uniti, la nascita e la crescita di gruppi verdi formati da cittadini fortemente preoccupati per la salute e per il futuro della Terra.
Nel 1979, per la prima volta nella storia dei partiti ecologisti, un deputato verde, Daniel Brélaz, entrò a far parte di un Parlamento nazionale (quello svizzero). Due anni più tardi, quattro rappresentanti dei Verdi vennero eletti deputati al Parlamento belga. Ma il vero grande successo si registrò nel 1983, quando i Grünen tedeschi, guidati dalla carismatica Petra Kelly, riuscirono a conquistare ben 28 seggi in Parlamento. Da allora i partiti verdi hanno registrato una crescita costante in Europa, conquistando seggi sia nelle amministrazioni locali, sia in ben 18 parlamenti nazionali e arrivando perfino a varcare la soglia del Parlamento Europeo.
Va peraltro sottolineato che, nonostante i successi ottenuti, l'acquisizione di consenso elettorale ha dovuto superare nel corso di questi anni difficoltà e ostacoli di ogni sorta. Se da un lato è infatti vero che alcuni sistemi elettorali penalizzano i piccoli partiti sostenuti da movimenti di opinione, è giusto altresì sottolineare come talvolta sia stata la stessa natura movimentista dei gruppi ambientalisti a ostacolare l'ascesa dei partiti verdi. Il desiderio di differenziarsi dai partiti tradizionali e di rifiutarne lo schema organizzativo ha infatti indebolito molte forze verdi, compromettendone le capacità organizzative e strategiche. Questa, ad esempio, è stata la causa dello scioglimento dei partiti verdi francese e britannico. Inoltre, in alcuni paesi (ad esempio in Danimarca, Norvegia e Olanda) gli avversari politici dei Verdi hanno finito abilmente con l'adottare il linguaggio dell'ambientalismo per riconquistare i voti persi.
| 1. | I partiti verdi nel mondo |
Superando ogni difficoltà, in Austria, Belgio, Finlandia, Irlanda e Svizzera i Verdi hanno ottenuto un crescente successo elettorale. Nel marzo del 1995 in Finlandia, un deputato verde è stato nominato ministro per l'Ambiente e i Lavori Pubblici. In Svezia, a fronte del calo di consenso registrato dal Partito socialdemocratico, i Verdi hanno riconquistato posizioni. Nonostante le vicissitudini politiche degli ultimi anni, in Italia i Verdi sono riusciti a mantenere le proprie posizioni in Parlamento e in molte amministrazioni regionali. Non va infine dimenticato che due capitali europee, Dublino e Roma, hanno eletto un sindaco verde.
Gran parte dei movimenti democratici sorti nell'Europa dell'Est sono nati da movimenti e gruppi ambientalisti (ad esempio, Ecoglasnost in Bulgaria, il Circolo del Danubio in Ungheria e il Club Ecologico Polacco in Polonia). Subito dopo il crollo dei vecchi regimi, nei paesi dell'ex blocco sovietico parecchi deputati verdi sono entrati a far parte dei governi di transizione o sono stati eletti nei nuovi parlamenti riformati. Tuttavia, di fronte alle difficoltà poste dalla realizzazione di massicce riforme economiche e dalla costruzione di una diversa organizzazione sociale e istituzionale, i Verdi si sono spesso dimostrati impreparati ad affrontare le emergenze più impellenti e hanno, quindi, perso popolarità e seggi.
Perfino il più famoso partito verde del mondo, Die Grünen, ha registrato un calo di popolarità nel periodo immediatamente successivo alla fine della Guerra Fredda, arrivando addirittura a perdere nel 1990 tutti i suoi 44 seggi. Grazie alle loro capacità organizzative e alla coalizione con la loro controparte orientale (Bündnis 90), i Verdi tedeschi sono, comunque, riusciti a rientrare in Parlamento e a imporsi, nelle elezioni successive alla riunificazione delle due Germanie, come il terzo partito tedesco per numero di elettori.
Presenti nel Parlamento australiano sono i membri del Tasmanian Green Independents, il primo Partito verde della storia, fondato in Australia nel 1972. Dopo lo scioglimento dell'originario Values, il Partito verde neozelandese si è di recente ricostituito con il nome di Green Party (il partito nel quale è confluito anche il locale Partito Maori). Nel Canada e negli Stati Uniti, in considerazione delle difficoltà incontrate nell'organizzare un movimento su scala nazionale, i Verdi preferiscono formare piccoli gruppi e agire a livello locale. In Giappone il Partito verde è stato superato dal Seikatsu, un gruppo che promuove modelli di consumo ecologici e che è riuscito a influenzare le strategie produttive di molte imprese del settore agroalimentare e manifatturiero. L'80% dei membri del consiglio direttivo e tutti i consiglieri del Seikatsu (eletti nelle oltre 40 amministrazioni locali in cui il partito è riuscito a conquistarsi uno o più seggi) sono donne.
Anche in Africa, Sud America e America centrale esistono partiti verdi. Il loro peso politico è qui però relativamente ridotto, e solo in Brasile i membri del locale Partido Verde sono riusciti a entrare in Parlamento. Nei paesi in cui la partecipazione al processo decisionale o alla vita politica è ostacolata o resa del tutto impossibile, l'ambientalismo ha preferito esprimersi e organizzarsi in forme indipendenti e apartitiche. Nelle regioni settentrionali dell'India, ad esempio, le donne del Chipko Andolan hanno autonomamente manifestato contro l'abbattimento delle foreste, che costituiscono l'unica fonte di guadagno per la loro comunità, legandosi agli alberi e gridando lo slogan 'l'ecologia è una solida economia'.
| 3. | La sfida per il futuro |
Negli anni Novanta la storia dei partiti verdi è entrata in una nuova fase. Ormai tutti i governi hanno ammesso l'importanza delle tematiche ambientali e la necessità di adottare strategie economiche fondate sui principi dello sviluppo sostenibile e del rispetto per l'ambiente.
Senza alcun dubbio i Verdi hanno giocato un ruolo di primaria importanza nella diffusione della coscienza ecologica e nella messa a punto dei nuovi programmi di politica ambientale. Nei parlamenti e nelle amministrazioni locali in cui i Verdi sono stati presenti, l'adozione e l'applicazione di norme e normative ecologiche è stata certamente accelerata. In molti paesi europei si deve, ad esempio, alle pressioni esercitate dai Verdi l'introduzione di un sistema di tassazione dei rifiuti basato sulla quantità effettivamente prodotta. Tuttavia, di fronte alla crescente instabilità economica e politica dei nostri tempi, i Verdi dovranno ulteriormente accrescere e consolidare le proprie forze per riuscire a mantenere le posizioni occupate all'interno dei vari parlamenti.