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Hamas

Hamas Organizzazione integralista islamica palestinese fondata dallo sceicco Ahmed Yassin nel dicembre del 1987 a Gaza, contemporaneamente allo scoppio della prima intifada. Hamas è l’acronimo di Harakat al-Muqawamah al-Islamiyya (Movimento di resistenza islamica), ma in arabo la parola significa anche “ardore”, “zelo”.

Avversa al modello politico ed economico occidentale quanto al nazionalismo laico e socialisteggiante che ispirava le principali formazioni della resistenza palestinese raccolte nell’OLP (Organizzazione per la liberazione della Palestina), Hamas riuscì a far breccia nelle classi medie religiose e soprattutto nei settori più emarginati della società palestinese, sostenendo la sua azione politica e di proselitismo con una capillare attività assistenziale (scuole, strutture sanitarie, centri sociali).

Contraria al processo di pace che portò nel settembre del 1993 alla firma degli “accordi di Oslo” tra il leader dell’OLP Yasser Arafat e il primo ministro israeliano Yitzhak Rabin, Hamas propugnò la distruzione dello stato di Israele e l’istituzione in Palestina di uno stato islamico.

Dotatasi di un braccio militare, le brigate Ezzedin al-Qassam, Hamas lanciò una violenta offensiva contro Israele, compiendo numerosi e sanguinari attentati nelle principali città israeliane. Nel contempo intensificò la sua azione politica, facendo leva sulla frustrazione palestinese di fronte agli scarsi risultati raggiunti con il processo di pace.

Nel settembre del 2000, con l’esplosione della seconda intifada, Hamas – ormai ben radicata nella società palestinese – si ritrovò alla guida della rivolta, stringendo alleanze anche con ampi settori dell’OLP, con i quali animò una forte resistenza alle truppe israeliane e portò a termine una lunga serie di attentati suicidi in Israele.

A partire dal 2001 l’organizzazione fu sottoposta alla violenta rappresaglia dello stato israeliano, che avviò nei confronti della leadership di Hamas una controversa strategia di “esecuzioni mirate”, culminata, tra febbraio e aprile del 2004, con l’uccisione dell’anziano sceicco Ahmed Yassin e del suo successore Abdel Aziz al-Rantisi. La repressione non indebolì tuttavia Hamas; l’organizzazione integralista andò invece assumendo un ruolo sempre più importante nella società palestinese erodendo l’egemonia di Al-Fatah. Passata sotto la guida di Imail Haniyeh, nel gennaio 2006 si aggiudicò clamorosamente le elezioni per il rinnovo del Parlamento dell’Autorità nazionale palestinese (ANP), battendo Al-Fatah.

L’ascesa al governo di Hamas causò da una parte l’isolamento internazionale dell’ANP e dall’altra un profondo conflitto con Al-Fatah. Agli inizi del 2007, un violento scontro tra le due organizzazioni si concluse con una fragile tregua e la formazione di un governo di unità nazionale. A giugno lo scontro si riaccese nella Striscia di Gaza, dove le milizie di Hamas soppraffecero quelle di Al-Fatah. Esclusa dal governo, Hamas è da allora arroccata nella Striscia di Gaza sottratta al controllo dell’ANP.