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Accordi di Helsinki

Accordi di Helsinki Accordi internazionali conclusi nell'ambito della prima Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa (CSCE), avviata il 3 luglio 1973 a Helsinki. Alla Conferenza presero parte 35 nazioni: gli Stati Uniti, l'Unione Sovietica, il Canada e tutti gli stati europei a esclusione dell'Albania. All'ordine del giorno furono poste tre questioni principali: la sicurezza in Europa, la collaborazione nei settori economico, scientifico, tecnologico e ambientale, e la cooperazione in campo umanitario.

La prima serie di incontri ebbe inizio il 1° agosto 1975, in epoca di distensione. L'Atto finale, o dichiarazione di Helsinki, si prefiggeva di smorzare la tensione sorta con la Guerra Fredda, stabilendo che gli stati dell'Europa occidentale riconoscessero i confini delle nazioni dell'Est europeo fissati alla fine della seconda guerra mondiale. L'accordo prevedeva inoltre una più stretta collaborazione economica e culturale e imponeva ai firmatari il rispetto dei diritti umani.

Le clausole dell'Atto finale fornirono la giustificazione politico-giuridica per contrastare la politica repressiva dei governi dell'Europa orientale: i gruppi dissidenti (tra i quali quello di Charta 77) si basarono sul contenuto dell'Atto finale per rivendicare presso i propri governanti il rispetto degli accordi di Helsinki. Il documento contribuì a esercitare una forte pressione diplomatica sui paesi dell'Europa orientale, in particolare sull'URSS, e fu in parte responsabile delle rivoluzioni democratiche che sconvolsero il blocco dell'Est dal 1989 in poi, fino al collasso del Partito comunista sovietico nell'agosto 1991 e alla scomparsa della stessa Unione Sovietica.