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Ermeneutica

Ermeneutica Lo studio della teoria e della pratica dell'interpretazione. Originariamente il termine venne utilizzato in teologia in relazione all'interpretazione biblica intesa come spiegazione e disvelamento dei significati occulti e dei simboli celati nel testo, ma a partire dal XIX secolo fu esteso alle teorie filosofiche del significato e della comprensione, nonché alle teorie dell'interpretazione letteraria.

Nel XIX secolo teorici dell'ermeneutica come Friedrich Schleiermacher e Wilhelm Dilthey considerarono la comprensione un processo di ricostruzione psicologica, ovvero la ricostruzione da parte del lettore dell'intenzione originaria dell'autore. In base a questo principio, il testo è un'espressione dei pensieri dell'autore e coloro che lo interpretano devono cercare di porsi nell''orizzonte' dell'autore al fine di riviverne l'atto creativo, distinguendo il pensiero fondamentale dell'autore dai pensieri accessori che fungono da semplice cornice al momento creativo principale.

Un ulteriore elemento che caratterizza il pensiero ermeneutico di questo periodo è l'accento posto sulla distanza storica dell'interprete rispetto al testo: secondo Schleiermacher, ad esempio, la storicizzazione di un testo avviene a due livelli, uno individuale e uno collettivo. Innanzitutto un testo deve essere messo in relazione con l'ambiente storico e culturale all'interno del quale è stato prodotto; in secondo luogo è importante considerare il documento come parte integrante della vita dell'autore. Il problema di tale concezione è l'eccessiva fiducia nelle capacità umane: si presume, infatti, che tutti siano ugualmente in grado di superare le difficoltà del processo di comprensione, giungendo a un'unica interpretazione corretta.

Il filosofo tedesco Martin Heidegger e il suo allievo Hans Georg Gadamer parlarono a questo proposito di 'circolo ermeneutico', riferendosi alla relazione circolare fra la parte e il tutto: per comprendere il tutto è necessario comprenderne le parti e viceversa. Questa è considerata dai due filosofi la condizione di possibilità di ogni esperienza e ricerca umana e una condizione che, secondo Heidegger, dipende in modo determinante dal linguaggio, inteso come strumento che il soggetto adotta per interpretare la realtà ed entro il quale egli 'è' pienamente. La realtà interpretata dal linguaggio, però, spesso occulta il significato: compito dell'ermeneutica è quello di cogliere tanto i significati che emergono dal linguaggio (la parola), quanto i significati che restano nascosti nel linguaggio (il silenzio). Più di recente, seguendo l'esempio di Heidegger, Jacques Derrida elaborò una teoria dell'ermeneutica che considera il testo come un interlocutore muto, i cui silenzi possono indurre false interpretazioni.