Impotenza
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Impotenza
4. Terapia

La terapia dell’impotenza può consistere in trattamenti terapeutici differenti.

1. Psicoterapia

Nei pazienti in cui l’impotenza ha cause psicogene, può essere di giovamento il trattamento psicoterapico con il quale essi possono affrontare meglio la condizione di stress, o eventuali disturbi del comportamento sessuale, e imparano a controllare lo stato di ansia che, in questi pazienti, spesso accompagna il momento del rapporto sessuale. La psicoterapia può eventualmente coinvolgere il partner.

2. Strumenti meccanici

Esiste un particolare apparecchio formato da un cilindro e da una pompetta; esso, mediante aspirazione di aria, determina localmente una depressione, per effetto della quale si verifica il richiamo di sangue dalle arterie verso i corpi cavernosi del pene: in tal modo, si determina una tumescenza che permette al soggetto un normale rapporto sessuale. Questo tipo di trattamento è noto come vacuum therapy.

3. Intervento chirurgico

Vi è la possibilità di intervenire chirurgicamente nei pazienti in cui l’impotenza ha cause organiche. L’intervento può consistere nell’introduzione, all’interno dei corpi cavernosi del pene, di una protesi semirigida che, collegata a una pompetta che viene impiantata nello scroto, può essere gonfiata; si può praticare anche la ricostruzione delle arterie che regolano il flusso di sangue, o la parziale ostruzione di alcune vene.

4. Terapia farmacologica

Composti ad azione ormonale, da assumere oralmente, possono essere prescritti nei soggetti con bassi livelli di testosterone. Vi sono anche farmaci da iniettare direttamente nei corpi cavernosi, tra cui la papaverina e la pentolamina, introdotti a partire dagli anni Ottanta, e la più recente prostaglandina E1 (che può essere anche inserita con un catetere nell’uretra). Questi composti possono dare luogo ad alcuni effetti collaterali, come la cicatrizzazione dei tessuti interni.

Da qualche anno è disponibile il farmaco denominato Viagra®, il cui principio attivo è il sildenafil citrato. La sua azione consiste nella riduzione della sintesi di un enzima, la 5-fosfodiesterasi, responsabile della disgregazione del composto guanosina monofosfato ciclico (GMP ciclico), a sua volta coinvolto nel meccanismo dell’erezione. Il farmaco, quindi, prolunga indirettamente l’azione del GMP ciclico. Assunto per via orale, è efficace dopo circa un’ora. Può avere effetti collaterali, come nausea, cefalea, diarrea, alterazione temporanea della sensibilità visiva ai colori.

Nel settembre 2001 sono entrate in commercio altre tre specialità farmaceutiche il cui principio attivo è il cloridrato di apomorfina (che, malgrado il nome, non ha affinità con la morfina). In questo caso l’azione avviene a livello dell’ipotalamo e stimola la produzione di dopamina, innescando una trasmissione di stimoli lungo il sistema nervoso centrale e periferico che rende possibile l’erezione in modo simile a quanto avviene fisiologicamente. Questi preparati risultano quindi adatti soprattutto nei casi di impotenza di natura psicologica. L’assunzione avviene sciogliendo il farmaco sotto la lingua; l’azione avviene in 15-20 minuti.