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Incontinenza
1. Introduzione

Incontinenza Incapacità di trattenere l'urina (enuresi) o le feci (encopresi), dovuta all'alterazione dei meccanismi nervosi che permettono il controllo volontario dell'apertura e della chiusura degli sfinteri.

Il controllo della minzione non è presente dalla nascita, ma viene appreso dai bambini tra i 20 e i 30 mesi di età; nei neonati un riflesso spinale fa in modo che la vescica si svuoti quando è piena. Il controllo volontario della minzione si basa su segnali che arrivano al sistema nervoso centrale da meccanorecettori presenti sulle pareti della vescica e sensibili allo stiramento del tessuto. Quando il sistema nervoso percepisce che la vescica è piena, esso produce lo stimolo a urinare. Se tale meccanismo di controllo risulta alterato, insorge l’incontinenza.

2. Tipi di incontinenza

L’incontinenza può essere di natura funzionale (incontinenza da insufficienza dello sfintere), se è dovuta alla riduzione o alla perdita dell’efficienza del muscolo che controlla la chiusura dello sfintere uretrale. Questo tipo di incontinenza si verifica con una certa frequenza in soggetti in età avanzata, o in alcune donne, nel periodo immediatamente successivo al parto (per via naturale); in quest’ultimo caso, l’incontinenza ha solitamente carattere temporaneo.

Si parla invece di incontinenza causata da lesioni organiche, nel caso ad esempio di donne affette da prolasso dell’utero, di uomini con ingrossamento della prostata, o di malati terminali di cancro. L’incontinenza può anche avere origine nervosa e comparire, ad esempio, in caso di morbo di Parkinson, di alcune forme di paralisi o nei soggetti in coma.

L'incontinenza fecale è generalmente dovuta a inadeguatezza del tono muscolare dello sfintere anale e può essere dovuta a una lesione del midollo spinale in seguito a incidente o malattia.

3. Terapia

La terapia dell’incontinenza può avvalersi di esercizi mirati a rendere più efficiente la muscolatura degli sfinteri, nei casi di incontinenza lieve o di interventi chirurgici, come l’uretroplastica, mediante i quali si cerca di ricostruire una via urinaria o rettale efficiente. In alcuni pazienti sofferenti di incontinenza urinaria può essere applicato un catetere, ossia un sottile tubicino in materiale plastico, che permette lo svuotamento della vescica in un apposito recipiente.