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Quoziente d’intelligenza o QI Misura delle capacità intellettive di un individuo, ricavata con appositi test psicologici.
La prima scala per la valutazione dell’intelligenza fu ideata in Francia nel 1905 dagli psicologi Alfred Binet e Théodore Simon (1873-1961), per identificare i bambini che necessitavano dell’inserimento in classi differenziali. Il test confrontava il risultato ottenuto in una serie di prove con quello medio ottenuto da bambini di varie età.
Lo psicologo Louis William Stern (1871-1938) introdusse il concetto di quoziente d’intelligenza (QI; in tedesco IQ, Intelligenz-quotient) come rapporto tra età mentale (ottenuta tramite test) ed età cronologica. Il QI si ottiene dividendo l’età mentale per l’età cronologica e moltiplicando il risultato per 100: ad esempio, un bambino di 10 anni che ottiene il punteggio previsto per i bambini di 11, ha un QI pari a 110.
Questo rapporto non si dimostrò valido per misurare il quoziente d’intelligenza degli adulti: con il passare degli anni, infatti, le differenze tra fasce d’età perdono significatività. Per questo motivo, gli strumenti formulati successivamente hanno abbandonato il concetto di età mentale e la maggior parte dei test impiegati attualmente confronta il punteggio ottenuto da un individuo con quello di un campione di persone della sua stessa età: il QI viene assegnato su questa base attraverso accurate elaborazioni statistiche.