| Trova nell'articolo | Diritto ambientale | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Diritto ambientale Insieme delle norme del diritto nazionale, europeo e internazionale che ha lo scopo di proteggere le risorse naturali e di limitare l'inquinamento dell'ambiente. In un'accezione ristretta, il diritto ambientale si pone come obiettivo la prevenzione dell'inquinamento delle acque, dell'aria e del suolo (vedi Degrado del suolo); in un'accezione più ampia, che va invece affermandosi in questi ultimi anni, esso comprende le norme sulla legislazione urbanistica, quelle poste a tutela del paesaggio e delle bellezze naturali e la disciplina che regola le attività nei centri storici delle città.
| 2. | Diritto nazionale |
A livello di legislazione nazionale, è previsto da molti stati che chi commette un danno all'ambiente debba risarcirlo (pagando l'equivalente del danno provocato) e che qualora non lo faccia possa essere processato davanti all'autorità giudiziaria. In questa materia frequente è l'intervento legislativo di entità territoriali più piccole dello stato come, in Italia, le regioni, che hanno operato interpretando in senso estensivo il diritto alla salute sancito dalla Costituzione.
Per combattere l'inquinamento molti stati hanno, inoltre, introdotto un sistema di autorizzazioni e di licenze per lo svolgimento di attività, come lo scarico di rifiuti liquidi e solidi, che potrebbero rappresentare un pericolo per l'ambiente.
| 3. | Diritto europeo |
A livello di legislazione europea, a partire dal 1972 la Comunità economica europea (CEE) ha emanato numerose direttive che riguardano l'inquinamento atmosferico e quello acustico, lo smaltimento e il trattamento dei rifiuti, la protezione della fauna e della flora, la valutazione di impatto ambientale. Il diritto ambientale comunitario, ovvero l'insieme delle norme giuridiche che ha come obiettivo specifico la tutela dell'ambiente e della qualità della vita, non è tuttavia ancora costituito da un corpo omogeneo di leggi e, come quello internazionale, presenta carattere di frammentarietà.
| 4. | Diritto internazionale |
A livello internazionale, il diritto ambientale consiste di una raccolta di direttive internazionali che regolamentano le attività legate alla difesa, alla gestione e allo sviluppo dell'ambiente. La crescente consapevolezza che molti dei problemi ambientali superino i confini regionali e nazionali e non possano essere risolti unicamente a livello locale, richiedendo un intervento su scala planetaria, ha infatti accresciuto negli ultimi anni l'importanza di questa branca del diritto, la cui fonte è costituita da una serie di convenzioni e trattati sottoscritti da un numero variabile di paesi.
I primi trattati concernenti le questioni ambientali furono firmati agli inizi del XX secolo; il loro numero e la loro portata crebbe notevolmente a partire dalla fine della seconda guerra mondiale. Tra i più importanti trattati internazionali si annoverano: la Convenzione internazionale per la prevenzione dell'inquinamento marino da petrolio (1954), la Convenzione di Parigi sulla responsabilità di terzi nel campo dell'energia nucleare (1960) e la Convenzione di Ramsar sulle zone umide di importanza internazionale (1971), con la quale gli stati partecipanti si impegnarono a individuare, elencare e proteggere le zone umide considerate patrimonio ambientale mondiale.
La Conferenza di Stoccolma sull'ambiente umano, patrocinata dall'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) nel 1972, contribuì a far crescere in tutto il mondo la consapevolezza che determinati problemi ambientali avevano ormai assunto una dimensione planetaria. Dopo la conferenza si intensificarono gli sforzi compiuti a livello internazionale per cercare di risolvere o arginare tali problemi e si arrivò infine alla creazione del Programma delle nazioni Unite per l'ambiente (United Nations Environment Programme, UNEP), l'organismo delle Nazioni Unite che ha il compito di promuovere la cooperazione internazionale nel campo della salvaguardia ambientale. Nello stesso periodo anche la CEE iniziò a varare programmi per il risanamento e la difesa dell'ambiente.
Dopo la conferenza di Stoccolma furono sottoscritti numerosi importanti trattati tra i quali: la Convenzione sul commercio internazionale delle specie a rischio (1973), la Convenzione per la prevenzione dell'inquinamento marino da fonti terrestri (1974), la Convenzione di Ginevra sulla prevenzione e il controllo dell'inquinamento atmosferico transfrontaliero (1979), il Protocollo di Montreal sulla protezione della fascia d'ozono (1987) e la Convenzione per il controllo della movimentazione transfrontaliera e dello smaltimento dei rifiuti speciali tossici e nocivi (1989).
Nel 1992 le Nazioni Unite tennero a Rio de Janeiro una Conferenza mondiale su Ambiente e Sviluppo (nota anche come Earth Summit) nel corso della quale vennero firmate due importanti convenzioni sul clima e sulla biodiversità.
Nonostante gli impegni assunti, l'applicazione di questi trattati presenta ancora notevoli difficoltà. La Corte internazionale di giustizia ha infatti facoltà di intervenire solo in pochi limitati casi per appianare i contrasti che in alcune occasioni sorgono tra i vari paesi firmatari. Ciò non toglie che le direttive internazionali svolgano comunque un ruolo determinante nella tutela del patrimonio ambientale, influenzando spesso le legislazioni nazionali, che accolgono e recepiscono le indicazioni concordate a livello internazionale.
Per ovviare al problema, i nuovi trattati contengono paragrafi atti a regolamentare e coordinare la creazione di appositi apparati istituzionali (segreterie, commissioni o uffici gestiti da rappresentanti dei paesi firmatari) ai quali viene demandato il compito di coordinare l'applicazione dei trattati e appianare eventuali divergenze; i nuovi trattati, inoltre, prevedono in genere che gli enti firmatari si riuniscano regolarmente per discutere dei problemi sorti in fase di attuazione e impongono agli stessi l'obbligo di stilare un rapporto dettagliato sulle fasi e sui metodi di applicazione delle norme contenute nel trattato sottoscritto e sui risultati ottenuti. Con sempre maggiore enfasi viene sottolineata l'importanza e la necessità di coinvolgere nelle varie iniziative organizzazioni non governative e di base (ad esempio Greenpeace e il WWF).
Oltre alle numerose normative vincolanti, a livello internazionale sono stati sottoscritti diversi documenti contenenti indicazioni non vincolanti (linee guida, codici comportamentali, dichiarazioni di principio ecc.) che per la loro stessa natura non impositiva consentono un'applicazione più flessibile, raccolgono maggiori consensi e contribuiscono in misura determinante a diffondere modelli comportamentali più sostenibili. Tra i tanti, due documenti in particolare sembrano aver avuto un peso significativo nella diffusione di una nuova coscienza ambientale: la Dichiarazione di Rio e l'Agenda XXI, entrambi sottoscritti in occasione della Conferenza delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo del 1992. L'Agenda XXI contiene le linee guida per l'applicazione di un programma internazionale di interventi in difesa dell'ambiente da attuarsi nel XXI secolo.