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| 3. | Teatri europei |
Nel Medioevo le sacre rappresentazioni si svolgevano eminentemente sul sagrato delle chiese o nelle strade cittadine (le Passioni): le scene non esistevano, ma i vari luoghi evocati dagli attori erano indicati da cartelli dipinti collocati in spazi prefissati (i 'luoghi deputati'). Le rappresentazioni profane, costituite generalmente da farse rudimentali o spettacoli di saltimbanchi e giullari, si tenevano invece su carri o piattaforme mobili, con simulacri di scene.
In Italia il primo edificio teatrale permanente fu il Teatro Olimpico di Vicenza, risalente al 1580. Venne progettato da Andrea Palladio, interpretando liberamente le norme di Vitruvio, e fu dotato di un palcoscenico fisso, largo ma poco profondo. Il fondale prospettico, che ricrea un angolo dell'antica Atene, è opera di Vincenzo Scamozzi. Per far apprezzare la pregevole scenografia, il pubblico veniva sistemato su una ripida gradinata semiellittica situata più in alto del palcoscenico.
Il Teatro Farnese di Parma, costruito nel 1618, si presenta come un vano rettangolare di 87 metri di lunghezza, per buona parte occupato dal palcoscenico, dotato di arco di proscenio. Il pubblico si disponeva su una gradinata a ferro di cavallo in legno, sulla quale potevano prendere posto in origine 3500 persone.
In Inghilterra il primo edificio destinato alle rappresentazioni teatrali fu eretto nel 1576; alla fine del secolo se ne contavano già sette dello stesso tipo. Erano costruzioni a pianta circolare o ottagonale, costituite da gallerie concentriche sovrapposte, aperte verso l'interno e coperte da un tetto di paglia; l'area al centro era invece scoperta, e ospitava un ampio palcoscenico su tre livelli. Gli spettatori assistevano in piedi nel cortile davanti al palco (che occupava quasi metà dello spazio) o in posti a sedere nelle gallerie. Il più celebre di tali teatri è il Globe Theatre, antica sede della compagnia dei Burbage, dove furono allestite molte delle opere di Shakespeare: negli anni Novanta del Novecento è stato coscienziosamente ricostruito impiegando gli stessi materiali dell'edificio originale.
In Francia, nel 1689 si inaugurò un teatro permanente per la Comédie-Française: due ordini di palchi circondavano un recinto quadrato, nel quale il proscenio avanzava in un'ampia piattaforma, determinando la disposizione tutt'attorno delle panche per gli spettatori. Con il crescere della complessità della scenotecnica, divenne importante concentrare il pubblico di fronte al proscenio, perché potesse apprezzare l'articolazione dell'ambiente ricreato.
Nel corso del XIX secolo i teatri europei cominciarono a essere costruiti in modo che il pubblico fosse distribuito su più piani di fronte al palcoscenico. Questa struttura fu adottata anche in molti teatri d'opera, ad esempio nel Garnier di Parigi e La Scala di Milano. Il teatro lirico di Bayreuth (Festspielhaus) era una sala a ventaglio in pendenza, concepita da Gottfried Semper per allestire le opere di Wagner: tra il pubblico e la scena venne previsto uno spazio su un livello più basso del pavimento, riservato all'orchestra.
I progressi della tecnologia ingegneristica permisero, nella prima metà del XX secolo, di costruire balconate a sbalzo più aggettanti; nello stesso tempo le file di poltrone furono allungate e disposte con maggiore attenzione alla prospettiva sul palco, nel tentativo di evitare postazioni scomode. Ma la necessità di aumentare al massimo il numero dei posti per far fronte alla crescente domanda del pubblico entrò presto in conflitto con le esigenze del comfort, costringendo a soluzioni di compromesso.
Nella seconda metà del Novecento, a partire dalla costruzione dello Shakespeare Festival Theatre di Stratford, nell'Ontario, si è assistito alla tendenza a far avanzare nuovamente il proscenio all'interno dello spazio riservato al pubblico, riprendendo la configurazione del teatro primitivo. Perché l'azione scenica sia ben visibile da tre lati, è indispensabile una scenografia essenziale, con poche strutture ingombranti.
La progettazione di teatri costituisce oggi una branca specifica dell'architettura, che si occupa, oltre che degli aspetti costruttivi, anche delle esigenze proprie dell'allestimento scenico, studiando, tra l'altro, l'acustica dell'ambiente, gli angoli visuali dalla platea e dai palchi, la disposizione delle postazioni per i tecnici delle luci e del suono, i materiali per l'arredamento, oltre alla possibilità di installare dispositivi antincendio e di disporre uscite d'emergenza. Nel corso degli anni Ottanta, accanto ai grandi auditorium polivalenti con più sale teatrali e ambienti destinati ad attività commerciali e d'intrattenimento, sono sorti numerosi piccoli teatri in edifici preesistenti (ad esempio, vecchi cinema o chiese sconsacrate) e sono stati allestiti spazi funzionali specifici per concerti, operette, cabaret.