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Foca comune
1. Introduzione

Foca comune Nome comune del mammifero pinnipede classificato Phoca vitulina. È il pinnipede con il più ampio areale, che comprende le acque temperate, subartiche e artiche dell’emisfero settentrionale; se ne possono identificare cinque sottospecie (ssp. vitulina, richardsi, concolor, mellonae e stejnegeri) insediate in aree distinte e diffuse dalla Baja California (Messico) fino alle isole Aleutine, nel Pacifico, e dalla Florida alla Groenlandia fino alla Spagna settentrionale, nell’Atlantico.

2. Caratteristiche fisiche

L’animale adulto è lungo circa 2 metri e, come nel caso degli altri pinnipedi, ha un corpo massiccio, ricoperto da uno spesso strato adiposo. Il pelo fitto e corto che la ricopre è grigio, con macchie di diverse tonalità dello stesso colore; vi sono differenze nelle diverse sottospecie.

Gli arti anteriori sono trasformati in corte pinne; sono formati da cinque dita di lunghezza simile, riunite da un rivestimento cutaneo, e sono muniti di brevi unghioni utilizzati per difesa e per grattarsi. I due arti posteriori, rivolti all’indietro, contribuiscono alla propulsione in acqua, mentre non vengono usati per la locomozione sulla terraferma.

I lunghi baffi costituiscono un importante organo tattile; una recente ricerca conferisce a queste particolari setole la capacità di percepire lo spostamento dell’acqua provocato dal passaggio di un pesce, possibile preda per il pinnipede.

La foca comune è inoltre caratterizzata dai grandi occhi e da padiglioni auricolari praticamente assenti. Quest’ultima caratteristica, non condivisa da altri pinnipedi come l’otaria, contribuisce a rendere idrodinamico il corpo della foca.

3. Comportamento

Animale schivo e solitario, la foca comune trascorre molto tempo nelle acque basse in prossimità di coste sabbiose, spingendosi in alcuni casi anche nelle insenature e nelle acque interne (nell’Europa settentrionale); le sue immersioni possono durare anche 45 minuti. Si sposta sulla terraferma, muovendosi goffamente, per riposare, riscaldare il proprio corpo, favorire i processi digestivi e, nel periodo riproduttivo, per partorire e accudire i piccoli.

Ha una dieta piuttosto varia: si nutre di crostacei che cattura sui fondali, e di invertebrati e pesci prelevati in acque di media profondità. Generalmente caccia da sola, sebbene siano stati avvistati individui nutrirsi in gruppo, apparentemente senza cooperare. Sulla terraferma le foche comuni si riuniscono in colonie che comprendono centinaia di individui; a differenza di altri pinnipedi, tuttavia, non giacciono a stretto contatto le une con le altre e l’eventuale interazione scatena comportamenti aggressivi. Solo i giovani, situati al margine della colonia, interagiscono fra loro.

4. Riproduzione

I maschi raggiungono la maturità sessuale tra i 3 e i 7 anni, le femmine fra 2 e 6 anni. L’accoppiamento, preceduto da un breve corteggiamento, avviene generalmente in acqua. Si ritiene che sia i maschi che le femmine si accoppino più volte nel corso di una stagione riproduttiva, che, a seconda della sottospecie considerata, cade dalla fine della primavera fino all’autunno. I piccoli nascono dopo 11 mesi di gestazione, in un periodo compreso fra la primavera e la metà dell’estate; a ogni parto in genere nasce un piccolo; se i nuovi nati sono 2, la femmina di solito non è in grado di accudirli entrambi e abbandona il più debole.

Le nascite di cuccioli registrate fra il 1999 e il 2006 presso l’Acquario di Genova hanno dimostrato che la specie può riprodursi in cattività, se si trova in condizioni adeguate.

5. La foca comune e l’uomo

Per centinaia o forse migliaia di anni la foca comune è stata cacciata dalle popolazioni del Nord per la carne, il grasso, la pelliccia e l’olio. In alcune regioni è stato anche praticato l’abbattimento controllato di un certo numero di capi, nei casi di presunta competizione fra questi animali e le attività dei pescatori.

In Europa e in alcune parti del Nord America le foche, che vivono a stretto contatto con i prodotti e i sottoprodotti delle attività industriali, sono state contaminate da sostanze chimiche pericolose (metalli pesanti, fenili policlorurati e DDT), che sono andate accumulandosi e concentrandosi nel corpo, causando seri danni alla loro salute. Tutto ciò ha esposto la foca comune al rischio dell’estinzione; le popolazioni europee di questo pinnipede, tra l’altro, nel corso degli anni Ottanta sono state decimate dal diffondersi del virus del cimurro.

Attualmente le condizioni di sopravvivenza della specie sono migliorate, e la IUCN nel 1996 ha indicato la foca comune come “a basso rischio di estinzione”.

Classificazione scientifica: La foca comune è classificata Phoca vitulina nella famiglia dei focidi, sottordine dei pinnipedi, ordine dei carnivori, classe mammiferi, phylum cordati.