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Capodoglio
1. Introduzione

Capodoglio Il più grande dei cetacei odontoceti, diffuso in tutti gli oceani, dai tropici ai ghiacci polari, con l'esclusione dell'Artico settentrionale. In genere le femmine e i piccoli tendono a rimanere a latitudini inferiori ai 40°, mentre i maschi vagano anche in acque polari. I capodogli compiono lunghe migrazioni e per accoppiarsi e allevare i piccoli si spostano vicino all'equatore, mentre per nutrirsi si indirizzano verso latitudini più alte.

2. Caratteristiche fisiche

I capodogli hanno un capo di dimensioni enormi, lungo fino a un terzo del corpo, contenente una massa di grasso oleoso, detto spermaceti, probabilmente utile nel sistema di ecolocalizzazione utilizzato da questi animali (vedi Odontoceti). Nella parte inferiore della testa si trova una mandibola relativamente piccola e sottile, contenente una serie di denti conici che si incastrano in apposite cavità della mascella. Il corpo del capodoglio è compresso lateralmente, con un unico sfiatatoio sulla parte anteriore sinistra della testa e una pinna dorsale, grossa e corta, che parte dal terzo posteriore del corpo. La pelle dei capodogli è grigia o nera, tranne che sulle labbra e in corrispondenza delle macchie ventrali, e in alcune parti del corpo presenta caratteristiche pieghe. Gli individui dei due sessi sono notevolmente diversi per dimensioni: una femmina adulta misura fino a 12 m, mentre il maschio adulto può arrivare anche a 18 m.

3. Comportamento

I capodogli si nutrono di pesci e calamari. Questi ultimi, in particolare, vengono cacciati fino a 1000 m di profondità, con immersioni che durano anche 45-60 minuti. Una volta riemersi, i capodogli devono rimanere in superficie per 12-15 minuti, respirando regolarmente per ripristinare le scorte di ossigeno. È stato ipotizzato, ma non provato, che i suoni più forti emessi dai capodogli siano di tale intensità da stordire i calamari e i pesci, facilitandone così la cattura.

I capodogli si spostano generalmente in gruppi misti di femmine adulte, con giovani e piccoli di entrambi i sessi. Sebbene questi gruppi possano raggiungere le 50 unità, solitamente sono composti da una dozzina di individui. La comunicazione intraspecifica (tra individui della stessa specie) avviene con suoni simili a schiocchi, emessi in forma di sequenze diverse per ogni animale, che rendono possibile il loro reciproco riconoscimento individuale. Tali suoni sono udibili a una distanza di almeno 10 km e ciò consente ai diversi gruppi di mantenersi in contatto, formando così unità sociali più ampie. Solitamente i maschi adulti si spostano in gruppi di soli maschi, o più raramente da soli, e si uniscono ai gruppi delle femmine solo per brevi periodi, ai fini dell'accoppiamento. Probabilmente i grossi maschi combattono fra loro per l'accesso ai gruppi delle femmine, mentre le femmine scelgono i maschi in base a determinate caratteristiche, tra cui la grandezza. La gestazione dura 15 o 16 mesi ed è forse la più lunga di tutti i cetacei. Al termine viene sempre partorito un unico piccolo, che è allattato per diversi anni, mentre cresce e impara a procurarsi il cibo da solo.

4. I capodogli e l'uomo

I capodogli sono stati sottoposti in passato a una caccia spietata: nel corso dell'Ottocento dai balenieri americani, per estrarne lo spermaceti, un tempo utilizzato come lubrificante e come ingrediente di prodotti cosmetici; nel Novecento dalle flotte industriali di diversi paesi, per la carne. Ciononostante, l'attuale popolazione di capodogli gode di buona salute: essi sono infatti i cetacei più numerosi. Attualmente la loro sopravvivenza non sembra correre alcun pericolo.

Classificazione scientifica: I capodogli sono classificati come Physeter catodon o Physeter macrocephalus nella famiglia dei fiseteridi, sottordine degli odontoceti, ordine dei cetacei, classe mammiferi, phylum cordati.