Ecosistema
Per stampare le informazioni, scegliere Stampa dal menu File.
Ecosistema
3. Habitat, nicchia ecologica e catena alimentare

Le componenti abiotiche di un ecosistema comprendono tutti i fattori ambientali di natura chimico-fisica che lo caratterizzano, quali la temperatura, il valore di pH, la concentrazione dei sali minerali, la quantità di luce, l’ossigeno e l’anidride carbonica disponibili, lo spazio e così via. Le componenti biotiche sono costituite, come si è detto, dagli organismi che ne costituiscono la comunità. Ciascuna specie, all’interno dell’ecosistema, occupa un determinato habitat, ovvero utilizza alcune delle componenti abiotiche disponibili; rispetto agli altri organismi, svolge una funzione che prende il nome di nicchia ecologica. Comunemente, si usa esplicare questo concetto immaginando che l’habitat di una specie sia il suo “indirizzo” e la nicchia ecologica sia la sua “professione”. Ad esempio, un uccello insettivoro come la rondine occupa una nicchia ecologica diversa da un uccello frugivoro come il passero, e può trovarsi nello stesso habitat, ad esempio la campagna coltivata. Nell’ecosistema, due specie che si trovano nello stesso habitat non possono occupare la stessa nicchia; se ciò si verifica, si instaura un rapporto di competizione.

1. Catena e rete alimentare

La funzione di un organismo all’interno dell’ecosistema, dunque, può essere differente. Si riconoscono organismi produttori, capaci di svolgere la fotosintesi e di produrre materia organica (autotrofia), e organismi consumatori, incapaci di elaborare sostanza organica e perciò costretti a procurarsela nutrendosi di altri organismi (eterotrofia). I consumatori sono detti primari se si nutrono di produttori (animali erbivori); secondari se predano consumatori primari (animali carnivori); terziari se predano i consumatori secondari e così via. In genere, si dicono superpredatori gli organismi che non vengono predati e che, quindi, “chiudono” la sequenza. Tale insieme di passaggi è detto catena alimentare, perché stabilisce il “chi mangia cosa” dell’ecosistema; in altri termini, la catena alimentare è la sequenza dei rapporti trofici, o nutritivi, tra gli organismi. In realtà, negli ecosistemi in genere è più frequente individuare reti alimentari che catene; infatti in molti casi i rapporti si fanno più complessi, e un predatore può essere consumatore di vari livelli. Ad esempio, una volpe può cibarsi di frutti, comportandosi da consumatore primario, e di piccoli mammiferi erbivori, essendo in tal caso un consumatore secondario.

La materia organica derivante dagli organismi morti viene mineralizzata dagli organismi decompositori (funghi, batteri) e ritorna disponibile per l’assorbimento operato dagli organismi produttori. Nel ciclo della materia, si può dunque distinguere una catena del pascolo, che porta dai produttori ai consumatori (quindi, da sostanza minerale a sostanza organica), e una catena del detrito, che porta dalla materia organica a quella inorganica.