| Postmodernismo | Articolo | ||||
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| 2. | Architettura |
In architettura il postmodernismo fu un fenomeno particolarmente significativo soprattutto durante gli anni Ottanta del Novecento, con le importanti realizzazioni di Robert Venturi, Michael Graves, James Stirling, Terry Farrell, Charles Moore, Hans Hollein e Arata Isozaki. Nato originariamente come reazione contro la presunta degenerazione del modernismo verso le formule sterili e monotone dello Stile Internazionale, il movimento postmoderno non basa la sua ricerca su principi teorici rigorosi e su uno stile coerente, ma parte dall’esigenza di riconoscere ed esaltare la pluralità di gusti e di esigenze presenti nella società postindustriale. Nell’intento di accontentare un vasto pubblico, gli architetti postmoderni hanno combinato diversi elementi e liberamente citato stili architettonici del passato. Un esempio è la Staatsgalerie di Stoccarda (1977-1984), progettata da James Stirling e Michael Wilford, dove ricorrenti sono le citazioni dall’architettura classica.
L’interesse postmodernista per la diversità e la storia si è accompagnato a quello per la conservazione e l’adattamento a usi nuovi di vecchi edifici, come testimonia la riconversione della Gare d’Orsay di Parigi in museo, realizzata dall’architetto italiano Gae Aulenti. Con l’abbandono delle tendenze utopiche del modernismo, il postmodernismo ha favorito un concreto confronto con il patrimonio architettonico esistente.
La predilezione dello Stile Internazionale per le forme astratte e per l’assenza di decorazione escludeva la possibilità di recuperi e associazioni stilistiche; al contrario, i postmodernisti vollero sfruttare appieno le qualità simboliche dei vari stili architettonici. La ripresa di elementi dello stile classico, ad esempio, consentì di arricchire di connotazioni storiche e culturali la Staatsgalerie di Stoccarda, realizzata da Stirling, o la Salisbury Wing (1986-87), la nuova ala della National Gallery di Londra progettata da Venturi. Mentre la struttura di Stirling evoca i musei progettati da Karl Friedrich Schinkel a Berlino all’inizio del XIX secolo, Venturi si rifà alla facciata classicheggiante dell’edificio principale della National Gallery, e aggiunge inoltre nel suo progetto una colonna simile alla colonna di Nelson a Trafalgar Square, su cui la galleria si affaccia.
Forme architettoniche tradizionali compaiono anche nel Public Services Building (1982) di Portland (Oregon), progettato da Graves: l’edificio cubico, con file di finestre identiche, simile a molti palazzi razionalisti, presenta sulla facciata due enormi lesene classiche stilizzate, che si innalzano per diversi piani. Un effetto simile fu ottenuto dal progetto di Robert Stern (1980) per la Tribune Tower di Chicago, un’enorme struttura coperta di vetri riflettenti, che rimanda alle costruzioni di Mies van der Rohe e di Adolf Loos.