Eutrofizzazione
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Eutrofizzazione
2. Cause

Nei processi di eutrofizzazione si assiste, all’inizio, a un’altissima produzione vegetale, che dà luogo al fenomeno delle “fioriture” di microalghe; in concomitanza con favorevoli condizioni fisiche (alte temperature, stratificazione delle masse d’acqua), si verifica anche la produzione di essudati organici, causata dallo spropositato apporto di sostanze nutritive provenienti dai terreni agricoli (sottoposti a frequenti lavorazioni meccaniche e concimazioni) e dalle acque di scarico inquinanti riversate nei laghi, nei fiumi e in mare. Anche gli effluenti rilasciati dagli impianti di depurazione contengono spesso elevate quantità di fosforo, poiché solo in alcuni casi questo elemento viene rimosso con un apposito trattamento finale.

Tra i maggiori responsabili dell’eutrofizzazione vi sono i detergenti che contengono fosfati; tali composti vengono aggiunti per diminuire la durezza delle acque urbane che, per la presenza di ioni Ca++, rendono il detersivo meno efficiente. In Italia, per legge, la percentuale di composti di fosforo contenuti nei detersivi non può superare il 6,5%.

Successivamente, la produzione vegetale, una volta precipitata sul fondo, subisce un processo di decomposizione da parte dell’attività eterotrofa, principalmente batterica, nel processo di demolizione della materia organica per la sua riconversione a sostanza minerale disciolta. In ambienti a scarsa circolazione, una volta consumato l’ossigeno disponibile, inevitabilmente si innescano processi anossici di fermentazione con produzione di metano e acido solfidrico. Solo il ricambio delle masse d’acqua, in concomitanza con il ripristino della piena circolazione, permetterà di smaltire la sostanza organica non ancora mineralizzata e di riossigenare le acque di fondo.