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Body Art Corrente artistica diffusasi negli Stati Uniti e in Europa a partire dagli anni Sessanta del Novecento, incentrata sull’uso del corpo umano (body in inglese) come principale mezzo espressivo. Le manifestazioni della Body Art consistettero in gran parte in happening, performance, installazioni con musica, elementi scenografici, danze, sequenze di azioni e di gesti. Piuttosto che di un movimento omogeneo, è appropriato parlare di una convergenza teorica ed espressiva di artisti partecipi di esperienze differenti, ad esempio della Pop Art, della Video Art o della Modern Dance (vedi Danza moderna e contemporanea). Tratti comuni agli allestimenti della Body Art furono il ricorso a vari mezzi artistici, l'improvvisazione e il coinvolgimento attivo dello spettatore.
Negli anni Sessanta l'artista francese Yves Klein (proveniente dal Nouveau Réalisme francese) presentò modelli nudi, cosparsi di colore, che si rotolavano o erano trascinati sopra tele poste sul pavimento. Altri artisti riconducibili a una forma estrema di Body Art sono la francese Orlan e i membri dell'Aktionismus viennese. Tra questi ultimi, Hermann Nitsch eseguiva performance nel corso delle quali si faceva coprire di sangue, mentre Arnold Rainer creava dipinti davanti agli spettatori, esibendo il proprio gesto, e non l’oggetto prodotto, come effettiva opera d’arte.
Nel decennio successivo lo statunitense Chris Burden introdusse nella Body Art tendenze sadomasochistiche, giungendo a crocifiggersi sul baule di un'auto, a spararsi a un braccio o a strisciare nudo sopra cocci di vetro.
Esponenti di una forma meno estrema di espressione artistica furono gli inglesi Gilbert & George: la loro Singing Sculpture (Underneath the Arches) del 1971 consiste in un canto e in una danza sopra un tavolo. All'interno della propria personale ricerca, hanno sperimentato forme di Body Art il videoartista Nam June Paik, il musicista John Cage, il pittore Joseph Beuys e il coreografo Merce Cunningham.
In Italia hanno prodotto performance di Body Art Piero Manzoni, Jannis Kounellis, Gino De Dominicis, Vettor Pisani e, nell'ambito della sperimentazione sui mezzi di comunicazione visiva, il gruppo Studio Azzurro.