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Kraus, Karl

Kraus, Karl (Jičin, Boemia 1874 - Vienna 1936), autore satirico, saggista, poeta, drammaturgo e critico letterario austriaco. Trasferitosi a Vienna all'età di tre anni, vi rimase tutta la vita. Lasciati incompiuti gli studi universitari, ebbe una fugace esperienza come attore, per poi volgersi al giornalismo letterario. Non trovando tuttavia nelle riviste affermate uno spazio sufficiente per esprimere le sue critiche caustiche e mordaci, fondò un proprio periodico, 'Die Fackel', dove fra il 1911 e il 1936 lavorò in perfetta autonomia, mettendo in ridicolo il processo di disintegrazione sociale e culturale che riguardava in particolare la dinastia asburgica e l'imperatore Francesco Giuseppe.

Affrontò i temi della morale pubblica e privata, dell'ipocrisia giudiziaria, dello strapotere maschile, dell'emancipazione degli omosessuali e dei pericoli della stampa sensazionalistica. Spesso denunciò l'ambiente giornalistico come un sodalizio di corrotti più potente di qualsiasi Parlamento, e negli anni Venti condusse una battaglia contro un magnate della carta stampata, Imre Békessy, che in seguito allo scandalo abbandonò Vienna; questo episodio è al centro del dramma Gli invincibili (1928). Allo scoppio della prima guerra mondiale, Kraus, convinto pacifista, scrisse Gli ultimi giorni dell'umanità (1922), dramma satirico e apocalittico contro la guerra, ambientato a Vienna. Dopo la guerra Kraus attaccò con veemenza la Repubblica austriaca, ma si dimostrò esitante nei primi giorni del nazismo, e questa posizione equivoca fece perdere molti lettori alla sua rivista. Tuttavia il valore della sua opera, caratterizzata dallo stile aforistico (di cui è un esempio la raccolta Detti e contraddetti) e dalla vastità delle tematiche, è riconosciuto ancora oggi.