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Land Art Corrente artistica nata negli Stati Uniti alla fine degli anni Sessanta e caratterizzata dall'uso di materiali naturali quali pietra, legno, foglie ecc., oppure dall'inserimento (il più delle volte temporaneo) di grandi installazioni in ambienti aperti (land in inglese significa 'terra').
La corrente si sviluppò in parte come esigenza di un 'ritorno alla natura' (che in quel decennio esprimeva con forza un desiderio di fuga dalla civilizzazione e dall'opprimente vita cittadina) e in parte come bisogno di svincolare l'arte da gallerie e mercanti. Infatti la Land Art, per il suo carattere temporaneo e localistico, è difficilmente fruibile all'interno dei circuiti commerciali classici. La memoria dell'opera è affidata a fotografie, video, mappe dei luoghi e resoconti scritti dell'intervento. Il valore artistico – attribuito all'atto creativo, al momento e al lavoro di realizzazione – e l'uso dei materiali la legano ad altre esperienze precedenti, quali concettualismo e Arte povera.
Sono esempi di Land Art Rock Salt and Mirror Square (1969) di Robert Smithson, un assemblaggio di salgemma e specchi; New York Earth Room (1977) di Walter De Maria, che consiste in uno strato spesso un metro di terra nera stesa sul pavimento della galleria. Spiral Jetty (1970) di Robert Smithson, a Rozel Point, presso il Grande Lago Salato (Utah), era una costruzione in basalto, calcare e terra che si estendeva a spirale per circa 457 m dalla sponda fino al centro del lago: l'opera fu distrutta dal naturale movimento dell'acqua e fu quindi visibile solo per breve tempo, rispondendo in pieno all'intendimento dell'autore che provvide a fissarne l'immagine sia in fotografia che in video. Un altro insigne esponente del movimento è Michael Heizer, autore di scavi e assemblaggi in pietra, eretti nel deserto del Nevada. Esempi di Land Art si possono considerare anche le grandi installazioni di Christo.