Cometa di Halley
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Cometa di Halley
2. Gli studi di Edmund Halley

La cometa prende nome dall'astronomo britannico Edmund Halley, il quale, sulla base della teoria della gravitazione sviluppata da Isaac Newton e dei dati registrati in antiche osservazioni, suggerì che l'astro brillante apparso nel 1682 percorresse un'orbita che l'avrebbe riportato verso l'interno del sistema solare a intervalli di tempo regolari. Prima dello studio di Halley, erano state formulate tre ipotesi principali riguardo al cammino delle comete: linee rette, parabole oppure ellissi molto eccentriche. La questione era stata risolta assumendo che la maggior parte delle comete percorresse orbite paraboliche; nel caso della Halley, per la prima volta fu evidente che solo un'orbita ellittica poteva interpretare correttamente le osservazioni riportate nel 1682.

Questa ipotesi era inoltre avvalorata dai dati raccolti nelle apparizioni del 1456, 1531 e 1607, che Halley interpretò come passaggi successivi dello stesso astro. Applicando la legge di gravitazione di Newton e tenendo conto degli effetti del campo gravitazionale di Giove e Saturno, l'astronomo fu inoltre in grado di prevedere con successo il passaggio del 1758.