| Leggi dei gas | Articolo | ||||
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| 2. | Le tre leggi fondamentali dei gas |
La legge di Boyle, che prese nome dal chimico irlandese Robert Boyle, ideatore della legge nel XVII secolo, afferma che: “il prodotto di pressione e volume di una massa determinata di gas è costante in qualunque trasformazione isoterma, ovvero in qualunque processo in cui la temperatura sia mantenuta costante”. L’espressione in formule di questa legge è: P × V = costante.
La legge di Charles invece prende nome dal chimico francese J.-A.-C. Charles: nel suo enunciato originale, afferma che in qualunque trasformazione isobara, ovvero a pressione costante, per ogni aumento di temperatura di 1 grado Celsius, il volume del gas aumenta di una frazione pari a 1/273 del volume che esso occuperebbe alla temperatura di 0 °C. Questa legge fu una delle principali indicazioni della necessità di definire un valore di temperatura che corrispondesse a -273 °C, quello che poi divenne noto come zero assoluto, e di conseguenza una scala di temperatura assoluta.
Se la temperatura viene misurata in questa scala (in cui 0 °C corrisponde approssimativamente a 273 K), la legge di Charles si può riformulare più semplicemente in questo modo: il volume di un gas nelle trasformazioni a pressione costante è proporzionale alla sua temperatura assoluta. In formule, tale legge si scrive: V a T.
Allo stesso Charles si deve la legge delle pressioni, la quale afferma che nelle trasformazioni a volume costante, la pressione del gas è proporzionale alla temperatura. In simboli: P a T.
Le due leggi sopra descritte sono note anche come leggi di Gay-Lussac, dal nome dello scienziato francese Joseph-Louis Gay-Lussac che generalizzò a tutti i gas le conclusioni formulate da Charles nel caso particolare del vapore acqueo; tali leggi furono ottenute nello stesso periodo anche dal fisico italiano Alessandro Volta, in relazione al comportamento dell’aria.
| 1. | Equazione di stato dei gas perfetti |
Le tre leggi dei gas possono essere combinate in un’unica utilissima equazione, che prende il nome di equazione di stato dei gas perfetti, e si scrive PV = n RT, dove n rappresenta il numero di moli di gas contenute nel campione e R è una costante, detta costante dei gas, di valore pari a 8,314 JK-1 per mole.
L’equazione di stato può anche essere espressa dalla relazione (P1 V1) / T1 = (P2 V2) / T2 dove l’indice “1” si riferisce ai valori di pressione, volume e temperatura del gas a uno stadio della trasformazione, mentre l’indice “2” si riferisce a uno stadio successivo. Se, ad esempio, si trova che il volume di un campione di idrogeno è di 100 cm cubi in condizioni di temperatura di 25 °C (298 K) e di pressione atmosferica pari a 97,0 kPa (kilopascal), si può ricorrere a questa equazione per calcolare quale sarebbe il volume occupato dalla medesima quantità di gas, in condizioni di temperatura e pressione standard (ovvero 273,15 K e 101,325 kPA).
| 2. | Teoria cinetica dei gas |
Le leggi dei gas possono essere ricavate anche a partire da considerazioni teoriche, basate sulla teoria cinetica dei gas. In questa teoria, i gas ideali sono considerati come un insieme di particelle infinitamente piccole (puntiformi), che non interagiscono l’una con l’altra mediante alcun tipo di forza, e fra le quali si verificano urti perfettamente elastici. Nel caso dei gas reali, anche queste ipotesi valgono solo approssimativamente: il comportamento di un gas reale, infatti, si discosta da quello ideale in maniera tanto più accentuata quanto più la temperatura del gas si avvicina a quella del suo punto di liquefazione.