| Trova nell'articolo | Gregotti, Vittorio | Articolo |
Gregotti, Vittorio (Novara 1927), architetto e teorico e critico dell’architettura italiano. Laureatosi nel 1952 al Politecnico di Milano, dal 1953 al 1968 collaborò con Ludovico Meneghetti e Giotto Stoppino. I suoi primi lavori sono caratterizzati dall’adesione alla corrente neoliberty, concepita come reazione al rigoroso funzionalismo del Movimento Moderno e delle correnti razionaliste dell’architettura contemporanea. Ne è un esempio l’edificio per uffici realizzato a Novara nel 1960.
Nel 1974 Gregotti fondò a Milano la Gregotti Associati, che si occupa di pianificazione urbanistica, viabilità e trasporti, architettura pubblica e privata, disegno industriale, grafica, progettazione di interni, allestimenti museali. Numerosi sono i progetti firmati in tutto il mondo dallo studio; tra i più importanti figurano il quartiere Zen di Palermo (1970); gli stadi di Barcellona e di Genova (1984 e 1985); lo stadio di calcio e rugby di Nîmes (1989-1991); il Centro culturale Belém a Lisbona (1993); il quartiere per abitazioni popolari di Cannaregio a Venezia (1981-2002); il restauro del complesso conventuale oggi sede della Galleria d’arte contemporanea dell’Accademia Carrara di Bergamo (1987-2000); la ristrutturazione della sede del “Corriere della Sera” a Milano (1988-2006);il grandioso complesso multifunzionale della Bicocca a Milano, che include residenze private, sedi universitarie, centri di uffici e il Teatro degli Arcimboldi, sede temporanea del Teatro alla Scala, chiuso per restauro dalla fine del 2001 al 2004; un quartiere residenziale a Shanghai (2002).
All’attività progettuale Gregotti affiancò quella didattica (fu docente nelle università di Venezia, Milano e Palermo e tenne corsi in prestigiosi istituti universitari negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in Giappone) e quella editoriale: dal 1982 al 1996 fu direttore della rivista di architettura “Casabella”, con la quale collaborava già dal 1953; diresse “Edilizia Moderna” (1963-1965) e fu responsabile per l’architettura della rivista “Il Verri”; inoltre, pubblicò numerosi interventi su vari organi di informazione e divulgazione, come “Panorama”, “Corriere della Sera” e “la Repubblica”. Tra i suoi saggi teorici si citano Il territorio dell’architettura (1966), Questioni di architettura (1986), La città visibile (1993), L’identità dell’architettura europea e la sua crisi (1999).
Tra i numerosi riconoscimenti di cui venne insignito, si ricorda il Gran premio internazionale per la sezione introduttiva della XIII Triennale di Milano (1964). Dal 1974 al 1976 fu direttore del settore arti visive e architettura della Biennale di Venezia.