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Il tramonto della letteratura cavalleresca |
Al tempo dell’Ariosto l’immaginario cavalleresco aveva perduto da secoli ogni attualità, diventando un contenuto esclusivamente letterario. A prevalere, in seguito, fu l’elemento parodico e dissacratorio, ad esempio nella Secchia rapita (1624) di Alessandro Tassoni. Determinarono il definitivo superamento del genere due capolavori che ne condividevano alcuni aspetti qualificanti: la Gerusalemme liberata (1580-1581) di Torquato Tasso e il Don Chisciotte (1605-1615) di Miguel de Cervantes. Il primo autore impostò il poema eroico moderno basato su una verosimiglianza storica (il racconto si concentra sull’epopea della prima crociata); il secondo utilizzò materiali cavallereschi in un’opera in prosa, considerata il primo grande romanzo moderno.
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