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Poesia didascalica

Poesia didascalica Genere letterario che consiste nella comunicazione di contenuti informativi (tecnici, scientifici, storici, astronomici ecc.) in forma poetica. Perché vi sia poesia didascalica, tuttavia, l'intento divulgativo deve essere dominante. Infatti moltissime opere in versi, pur avendo numerosi passi didascalici (basti pensare ai contenuti filosofici, astronomici e teologici presenti nella Divina Commedia di Dante), non appartengono a questo tipo di poesia.

Nel mondo antico, Esiodo fondò il genere con la Teogonia e con Le opere e i giorni, e Virgilio dedicò le Georgiche alla vita dei campi e alle tecniche legate all'agricoltura, mentre altri autori versificarono contenuti disciplinari diversi, dall'astronomia (Arato) alla medicina e alla farmacologia (Apollodoro e Nicandro), ai precetti letterari (Orazio con l'Ars poetica).

Nel Medioevo il genere ebbe molta fortuna: le enciclopedie in versi sono numerose (basti ricordare il Trésor di Brunetto Latini) e trattano spesso in modo allegorico svariati temi (vedi Allegoria), a partire dal mondo della natura (flora, fauna, minerali).

In epoca moderna i poemi didascalici furono meno numerosi. Una ripresa del genere si registrò in epoca illuministica, ad esempio con l'Invito a Lesbia Cidonia (1793) di Lorenzo Mascheroni (letterato, matematico e scienziato), ma questa produzione è presa in giro da Giuseppe Parini nel Giorno (1763-1801). Proprio nel corso del Settecento vennero pubblicati testi didascalici in versi in Francia (Nicolas Boileau-Despréaux, Art poétique), in Germania (ne scrisse Johann Jakob Bodmer) e in Inghilterra (Alexander Pope).