Dewey, John
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Dewey, John
4. Etica ed estetica

Sul piano etico Dewey afferma l'esigenza di superare la contrapposizione, tipicamente kantiana, fra ragione da un lato e istinto e abitudine dall'altro. Anche le abitudini concorrono infatti all'azione morale, intesa come frutto di una scelta razionale e volontaria.

Inoltre Dewey teorizza il carattere inscindibile del legame che sussiste fra mezzi e fini dell'azione: i primi non possono consistere in comportamenti che contraddicano il fine che vogliono raggiungere, ma devono già realizzare in se stessi il fine. Si tratta di una concezione che comporta il rifiuto di ogni dottrina che asserisca che 'il fine giustifica i mezzi', legittimando così anche azioni moralmente spregevoli.

Oltre che nell'etica, anche nell'estetica si realizza una compenetrazione tra fini e mezzi, nel senso di una convergenza dell'utile con il bello all'interno di un'attività, l'arte, che è anch'essa una forma dell'interazione dell'uomo con l'ambiente.