Scuola siciliana
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Scuola siciliana
3. I temi

Molti stimoli culturali vennero raccolti da un gruppo di intellettuali, funzionari di corte e perlopiù giuristi e notai di area prevalentemente meridionale, che trapiantarono i modelli della lirica provenzale nel volgare di Sicilia, eliminando i riferimenti alla cronaca cortigiana e cercando un'espressione più astratta e teorica. La dimensione aristocratica di questa esperienza (che serviva anche a nobilitare la corte, la 'Magna Curia') è ravvisabile proprio nella scelta linguistica, il siciliano illustre. Si tratta di una lingua lontana dal parlato, tenuta quasi sempre su un livello retoricamente alto ('tragico'), modellata sul provenzale e sul latino cancelleresco. Il rapporto amoroso, presentato da un punto di vista 'feudale', in cui la donna è il signore e l'amante il vassallo, ha come centro la donna, anche se gli effetti dell'amore riguardano l'amante, sul quale viene studiata la fenomenologia di tale sentimento. L'amore è fortemente concettualizzato e le sue manifestazioni avvengono in forme stereotipe e convenzionali. Inoltre l'amore ha senso indipendentemente dalla corrispondenza della donna, che resta, per convenzione, irraggiungibile.