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Gli autori |
I maggiori poeti di questo gruppo furono Jacopo da Lentini (cui, sembra, si deve l'invenzione del fortunatissimo sonetto), Stefano Protonotaro (l'unico di cui si abbia un testo completo originale in siciliano), Rinaldo d'Aquino e Giacomino Pugliese, oltre agli stessi sovrani. A noi sono giunti pochi componimenti e tutti in volgare toscano (eccetto una canzone di Stefano Protonotaro), perché in quell'area fu trapiantata l'esperienza poetica siciliana dopo la fine della corte sveva. Pier della Vigna, cui Dante rende omaggio nel XIII canto dell'Inferno, si dedicò anche alla prosa aulica, elaborata per le necessità delle funzioni giuridiche e amministrative che quegli intellettuali svolgevano. Più tarda (ultimo quarto del XIII secolo), ma significativa per modi e temi, anche l’attività poetica di Guido delle Colonne, giudice e amministratore del regno di Napoli, e probabilmente anche autore della Historia destructionis Troiae, una fortunatissima traduzione latina del Roman de Troie di Benoît de Sainte-Maure.
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