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Rebora, Clemente

Rebora, Clemente (Milano 1885 - Stresa 1957), poeta italiano. Di famiglia garibaldina e mazziniana, si laureò in lettere e si dedicò all'insegnamento. La prima guerra mondiale, cui partecipò in fanteria, fu un'esperienza tragica e fondamentale nella sua formazione umana e poetica. Il profondo senso di sofferenza esistenziale che quel dramma incomprensibile acuì trovò sbocco nella religione: nel 1936 Rebora prese i voti nell'ordine dei padri rosminiani. Collaboratore della 'Voce' e della 'Riviera Ligure', studiò la spiritualità non solo occidentale e tradusse numerosi scrittori russi. Nel 1922 uscirono i Canti anonimi raccolti da C.R., ma il suo capolavoro è precedente: la critica manifesta una crescente propensione a considerare la raccolta Frammenti lirici (1913) tra gli esempi più importanti della poesia del primo Novecento. I versi di Rebora, lucidi, moralmente sorvegliati, basati su un rigido impegno interiore, fondati su principi filosofici e religiosi, sono caratterizzati da una dimensione astrattamente mentale, anche se ricchi di una fortissima carica vitale. La prima raccolta completa delle sue poesie apparve nel 1947 (Le poesie), mentre quella omonima e definitiva è postuma (1988). Le poesie scritte durante la lunga e dolorosa malattia furono stampate poco prima della morte e postume (Via crucis, 1955; Canti dell'infermità, 1956; Ecco del ciel più grande, 1965).