Sintassi
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Sintassi
3. La struttura profonda delle funzioni sintattiche

Non c'è corrispondenza stretta fra la natura di un componente, come si ricava dalla teoria delle parti del discorso, e la sua funzione sintattica: un nome può indifferentemente assumere la funzione di soggetto, di complemento oggetto, di attributo o di un altro complemento; a sua volta la funzione, ad esempio, di soggetto, può essere ricoperta da nomi, pronomi, aggettivi, persino avverbi. Il livello sintattico del linguaggio infatti è quello in cui è più evidente la differenza fra una struttura superficiale della lingua e una struttura profonda, individuata dalla grammatica generativa: le parti del discorso sono la rappresentazione superficiale della struttura profonda, costituita dalle funzioni sintattiche.

Di conseguenza è tipica della sintassi di molte lingue una certa libertà nell'ordine dei costituenti: per questo è equivalente dire 'parto domani' o 'domani parto', con una libertà che non è permessa ad altri livelli di analisi. Per la morfologia, ad esempio, è obbligatorio formare i derivati sul modello di 'considera-zione', e non è possibile una forma come 'zione-considera'. Tuttavia ogni lingua tende a preferire un ordine fra i molti: quello normale italiano è soggetto-verbo-complemento ('la zia Alba mangia l'albicocca'), quello del latino è soggetto-complemento-verbo ('anus Alba pomum armeniacum manducat'); altre soluzioni sono possibili, ma in questo caso manifestano un particolare intento comunicativo 'l'albicocca, mangia la zia Alba (e non la mela)'. Su basi tipologiche di questo tipo si costruiscono raffinate classificazioni delle lingue.