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Ordine equestre Nella Roma antica, il ceto sociale formato dai cavalieri (equites), costituitosi in ordine (ordo) nel corso dell'età repubblicana. Con l'organizzazione centuriata dell'esercito, attribuita a Servio Tullio, vennero costituite diciotto centurie di cavalieri le quali, nei comizi centuriati, detenevano la maggioranza dei voti insieme alla prima classe di fanteria. Grazie alla politica espansionistica di Roma nel Mediterraneo, a partire dal III secolo a.C. i cavalieri aprirono una serie di società commerciali per l'appalto dei servizi allo stato e per lo sfruttamento delle nuove risorse e delle opportunità finanziarie che le conquiste avevano promosso.
Con la lex Claudia del 218 a.C., che vietava ai senatori il possesso di navi da carico, si sancì di fatto la prerogativa dei cavalieri di investire i propri capitali in attività commerciali e di appalto. Riuniti in società di publicani, i cavalieri si costituirono così in un ordine chiuso – l'ordo equestris – a cui vennero iscritti i cittadini aventi un reddito superiore a 400.000 sesterzi. Il mancato godimento di diritti politici pari a quelli attribuiti all'ordine senatorio provocò una serie di contrasti, che vennero sanati solo con l'instaurazione del principato.
Con l'abolizione degli appalti dei tributi provinciali sotto Augusto, i cavalieri andarono a costituire il ricco ceto di funzionari amministrativi del nuovo sistema burocratico dell'impero, direttamente sotto il controllo dell'imperatore e detentore di un potere che politicamente controbilanciava quello dei senatori.