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Legione

Legione Unità tattica di base dell'esercito romano, in età monarchica era costituita da 3000 fanti e 300 cavalieri, suddivisi in centurie fornite dalle tre tribù del primitivo ordinamento gentilizio. Nel VI secolo, con la riforma di Servio Tullio, vennero raddoppiati i contingenti: 6000 fanti e forse 1800 cavalieri, di cui i primi erano organizzati in 60 centurie suddivise sulla base dell'armamento (di tipo pesante, sul modello degli opliti) e rappresentavano la leva (classis).

In età repubblicana ciascuno dei due consoli era al comando di una legione, comprendente 3000 fanti. Alla leva provvedevano i cittadini in grado di pagarsi l'armamento (chi non poteva, combatteva armato alla leggera ed era detto infra classem). Con il procedere delle conquiste e il moltiplicarsi delle guerre, il sistema entrò tuttavia in crisi: la rovina in cui caddero i piccoli proprietari terrieri, nerbo dell'esercito repubblicano, costrinse lo stato romano a ricorrere ad arruolamenti volontari. Con Caio Mario, infine, cessò definitivamente il sistema di arruolamento secondo il censo e il servizio militare divenne una professione. Augusto fissò in 25 il numero delle legioni, dislocandole lungo i confini dell'impero. Progressivamente, la composizione delle legioni mutò l'originaria formazione italica attraverso l'immissione sempre più forte di elementi provenienti dalle province, i quali potevano, arruolandosi, ottenere il diritto di cittadinanza alla fine del servizio militare.