Trova nell'articolo Regno delle Due Sicilie

Per trovare nell'articolo una parola, un nome o un argomento specifici, selezionare nel proprio browser Internet l'opzione per effettuare una ricerca nella pagina. In Internet Explorer questa opzione si trova nel menu Modifica.

Poiché viene effettuata la ricerca di una corrispondenza esatta per la parola o le parole digitate, se non si ottengono risultati soddisfacenti controllare l'ortografia delle parole digitate o individuare una parola chiave relativa all'argomento.

Regno delle Due Sicilie
1. Introduzione

Regno delle Due Sicilie Organismo politico formato dai regni di Sicilia e di Napoli. La denominazione viene usata impropriamente per indicare i domini svevi, angioini, aragonesi che si susseguirono in Sicilia e/o a Napoli tra il XIII e il XV secolo.

2. L'unione delle due corone

L'effettiva unificazione dell'uno e dell'altro regno avvenne ufficialmente con Alfonso d'Aragona, che portò per primo il titolo di rex utriusque Siciliae (1443). Poco utilizzato durante il periodo della dominazione borbonica nell'antico regime, il titolo fu ripreso al tempo della Restaurazione, allorché Ferdinando di Borbone assunse ufficialmente la carica di re delle Due Sicilie (1816). Fino ad allora sulle affinità tra i due regni erano prevalse le distinzioni politiche e istituzionali. La presenza di due viceré, uno a Napoli e l'altro a Palermo, la permanenza di specifici organismi amministrativi e giuridici, gli stessi tratti della feudalità nelle campagne confermano due vicende storiche permeate di forti peculiarità.

3. Le rivendicazioni autonomiste

Nel 1816 venne abolita la Costituzione che la Sicilia si era data nel 1812 per iniziativa dell'Inghilterra e le due parti del Regno per la prima volta furono unite sotto un unico governo. Tale decisione suscitò le proteste dei siciliani, che vedevano annullate le loro antiche autonomie: per questo motivo scoppiò la rivolta di Palermo del 12 gennaio 1848, i cui sviluppi si intrecciarono con il più ampio movimento rivoluzionario italiano ed europeo del biennio 1848-1849. In quella circostanza, rivendicazioni autonomiste (la Costituzione del 1812) si confusero con aspirazioni all'unità d'Italia. La rivolta siciliana si estese a Napoli, costringendo il re Ferdinando a concedere la Costituzione. L'anno successivo la Sicilia fu riconquistata dalle truppe regie dopo mesi di combattimenti e dopo che a Napoli era stato represso il movimento democratico.

I Borbone mantennero la corona delle Due Sicilie fino al 1860: il Regno cessò di esistere con l'avviarsi del processo di unificazione italiana, aperto dalla spedizione dei Mille di Garibaldi e dal plebiscito del 21 ottobre con cui fu sancita l'annessione al Regno di Sardegna, tappa che portò alla costituzione del Regno d'Italia (marzo 1861).