| Regno delle Due Sicilie | Articolo | ||||
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| 3. | Le rivendicazioni autonomiste |
Nel 1816 venne abolita la Costituzione che la Sicilia si era data nel 1812 per iniziativa dell'Inghilterra e le due parti del Regno per la prima volta furono unite sotto un unico governo. Tale decisione suscitò le proteste dei siciliani, che vedevano annullate le loro antiche autonomie: per questo motivo scoppiò la rivolta di Palermo del 12 gennaio 1848, i cui sviluppi si intrecciarono con il più ampio movimento rivoluzionario italiano ed europeo del biennio 1848-1849. In quella circostanza, rivendicazioni autonomiste (la Costituzione del 1812) si confusero con aspirazioni all'unità d'Italia. La rivolta siciliana si estese a Napoli, costringendo il re Ferdinando a concedere la Costituzione. L'anno successivo la Sicilia fu riconquistata dalle truppe regie dopo mesi di combattimenti e dopo che a Napoli era stato represso il movimento democratico.
I Borbone mantennero la corona delle Due Sicilie fino al 1860: il Regno cessò di esistere con l'avviarsi del processo di unificazione italiana, aperto dalla spedizione dei Mille di Garibaldi e dal plebiscito del 21 ottobre con cui fu sancita l'annessione al Regno di Sardegna, tappa che portò alla costituzione del Regno d'Italia (marzo 1861).